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Geografia
La Sardegna è la seconda più grande isola (23,813 kmq.) nel Mediterraneo (La Sicilia è più grande), e come risultato del suo isolamento, ha conservato la sua propria economia e le tradizioni più di quanto abbiano fatto le altre regioni.
Situata a est del Mar Tirreno, e' separata dalla Corsica dallo Stretto di Bonifacio, ed include attorno a sè isole minori (Sant' Antioco, San Pietro, L'Asinara, La Maddalena, Caprera ecc.).
E' la regione più estesa dopo Sicilia e Piemonte.
La morfologia dell'isola è il risultato di processi tettonici e complessi e l'attività vulcanica nell'era Cenozoica su una massa di roccia del Paleozoico sorta dal mare, più tardi colpita severamente dal orogenesi del tardo Paleozoico . Le montagne sarde sono una serie caotica di rocce profondamente erose, gruppi, pianure ed altopiani, sparsi nell'apparente confusione.
Una caratteristica geologica è il Campidano: piano tettonico riempito di detriti nell' Eocene e Pleistocene che giace a nordovest-sudest e attraversa il sud dell'isola.
Mentre collega il golfo di Oristano e Cagliari, divide le montagne ricche di minerali del Sulcis e Iglesiente al sud-ovest, dalle regioni di montagna molto più estese nel nordest che coprono la maggior parte dell'isola, giungendo ai 1,834 m. di Punta La Marmora, nel gruppo del Gennargentu. La maggior parte della costa è fiancheggiata da rupi ed è molto pittoresca.
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Fiumi
I corsi d'acqua sardi sono caratteristicamente veloci nello scorrere, con un volume di acqua relativamente alto in inverno ma notevolmente ridotto in estate. I fiumi principali sono il Flumendosa e il Cedrino a est, il Mannu-Coghinas che sfocia nel Golfo dell'Asinara ed il Tirso che sbocca nel Golfo di Oristano. I più importanti laghi sono i bacini litoranei sulle spiagge del golfo di Oristano e Cagliari ed i laghi artificiali Omodeo e Coghinas.
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Clima
Il clima è Mediterraneo con estati secche, ariose, calde e lunghe ed inverni mediamente piovosi miti e corti, eccetto ad alte quote. Le temperature medie annuali variano dai 18 ºC lungo la cintura litoranea ai 14 ºC dell'entroterra. Le precipitazioni sono maggiormente concentrate nei mesi invernali e la distribuzione è piuttosto irregolare, con un massimo di 1,300 mm. annui nelle aree più alte. Il vento, che soffia sull'isola in tutte le stagioni, e' prevalentemente nord occidentale.
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Flora e fauna
La Sardegna è il regno della macchia Mediterranea, molto estesa anche sulle aree dell' entroterra come risultato della scarsa altitudine, consiste generalmente in una bassa vegetazione di cistus, ginestra ed erica, piccoli arbusti di corbezzoli ed olivastro. L'esteso bosco una volta esistente fu distrutto in parte il secolo scorso e cio che ne resta sono querce, querce da sughero, agrifoglio e boschi di castagna che coprono il 17% del territorio regionale. Particolarmente importante sono i boschi di sughero, situati principalmente in Gallura, Alà, Bitti e gli altopiani di Buddusò.
Un elemento caratteristica di flora e fauna sarde è la presenza della foca monaca ed il muflone o capra selvatica che, insieme col passero sardo, si trovano solamente in questa regione. Vipere, tassi, lupi ed orsi sono assenti, ed i certi altri animali, come cervi e volpi, si sono sviluppate caratteristiche individuali così divergenti da quelle della specie comune che vengono considerati puramente sardi.
Nella Sardegna del centro-orientale, il Gennargentu, con le sue grandi foreste e la morfologia accidentata e selvatica, è un ambiente alquanto interessante, quasi unico nel Mediterraneo, con vegetazione che varia in concordanza con la distanza dal mare e la natura della terra. Una zona montuosa impenetrabile e selvatica, praticamente inabitata, è Monte Arcosu, una grande regione selvaggia e integra, estesa per 50,000 ettari nell' Iglesiente che termina nel Monte "Is Caravius", tra Santadi e Capoterra. Questa zona è famosa per uno degli ultimi greggi sopravvisuti di cervo maggese sardo, che non si trova in nessun altra parte del mondo, e la sua fauna include cinghiali, lepri, volpi ed il gatto selvatico sardo, così come uccelli rari, come l'aquila di Bonelli, l'aquila dorata e la pernice sarda.
Sulla costa centro-occidentale della Sardegna, la penisola del Sinis sporge nel Mare di Sardegna, delimitando il Golfo di Oristano a nord; questo ambiente immensamente interessante è caratterizzato da spazi aperti e solitari ed un panorama arcigno. I naturali complementi alla penisola sono gli Stagni dell'Oristanese, famosi per la loro fauna ornitologica. I fiori includono la rara viola arborescente e la rosa selvatica di Capo Mannu.
Lo Stagno di Molentargius vicino Cagliari e' una caratteristica palude di sale delle più importanti a livello internazionale, attira una concentrazione incredibile di uccelli, nonostante la vicinanza della città. Mentre uccelli acquatici comuni come anatra, trampolieri e specie comune di uccelli di terreno paludoso si radunano là insieme con gabbiani comuni. Il signore di queste paludi è invece il fenicottero rosa.
Non lontano da Alghero nella costa nordovest si trova Capo Caccia, un maestoso affioramento calcareo a picco sul mare. Questo luogo affascinante è conosciuto per le grotte di Nettuno a cui si accede dal mare tramite un battello o da una scalinata lunga piu di 600 gradini. Sebbene la vegetazione sul capo sia piuttosto scarsa, include alcune specie autoctone presenti solo in questa zona.
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Popolazione
Con una densità di popolazione di 68 persone per kmq, poco piu di un terzo della media nazionale, la Sardegna è la quarta regione meno popolata d' Italia. La distribuzione della popolazione è anomala comparata a quella di altre regioni italiane che giacciono sul mare. Infatti, contrariamente alla tendenza generale, la sistemazione urbana non ha avuto principalmente luogo lungo la costa, ma verso il centro dell'isola. Questo per ragioni storiche come le ripetute incursioni saracene durante il Medio Evo che rendevano le coste pericolose, un entroterra per le attività pastorali molto esteso e la natura acquinitrosa dei piani litoranei bonificati solamente nel secolo presente. La situazione oggi e' cambiata con l'espansione del turismo costiero.
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Lingua
La lingua sarda, con la sua suddivisione in Campidanese, Logudorese, Gallurese e le versioni del Sassarese discende direttamente da una radice Latina ancora chiara ed evidente, ed in differenti periodi è stata arricchita da espressioni adottate dalla lingua dei vari dominatori del passato dell'isola come. Ad Alghero, influenze Catalane sul dialetto locale sono estremamente marcate.
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Economia
Il settore primario dell'economia è l'allevamento della pecora e della capra con la produzione di formaggi di prima qualita. L'agricoltura è stata modernizzata nella pianura del Campidano dove si producono verdure di ogni genere e specialmente carciofi, anche i vini sardi come ad esempio il Cannonau ed i Vermentini sono famosi per la loro grande qualita. La pesca non e' particolarmente sviluppata, ma l'industria di estrazione mineraria una volta prospera e' ancora attiva sebbene ristretta al carbone (Carbonia, Bacu Abis), antimonio (Villasalto), piombo e zinco (Iglesiente, Nurra).
Le industrie principali sono chimica (Cagliari), petrolchimica (Porto Torres, Sarroch), metallurgica (S. Antioco, S. Gavino Monreale, Monteponi Villasalto), cemento (Cagliari), cartiera (Arbatax) e alimentare (raffinerie di zucchero a Villasor ed Oristano). Industrie di arte includono tappeti (Barbagia), pizzi (Bosa), cestini in vimini e corallo.
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Collegamenti
Le comunicazioni sono basate su collegamenti col continente. I porti più trafficati sono Cagliari, Olbia, Porto Torres, Arbatax, e Palau, e gli aeroporti sono Cagliari Elmas, Alghero Fertilia ed Olbia. La principale arteria stradale che attraversa l'interno dell'isola da nord a sud è la strada statale 131 che collega Sassari e Cagliari.
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Turismo
Fondamentalmente, il turismo in Sardegna e' legato alla sua linea costiera straordinariamente bella, con una varietà di splendori difficili da trovare altrove, e non solo nel Mediterraneo. Sabbie bianche e pure alternate a piccole baie nascoste, rupi a picco si innalzano spesso sopra caverne magnifiche e rocce pittoresche sorgono da un mare scintillante e chiaro che affronta promontori accidentati, erosi dal vento.
Anche i paesi dell'entroterra possiedono caratteristiche molto interessanti, per esempio, l'architettura Pisano - romantica della chiesa di S. Pietro di Simbranos (12 secolo) a Sedini, le chiese di S. Michele Salvenero (12 secolo), vicino Ploaghe, S. Pietro di Sorres (12 secolo), S. Maria del Regno (12 secolo) ad Ardara, SS. Trinità a Saccargia, non lontano da Codrongianos, la cattedrale di Iglesias (13 secolo), e S. Pantaleo a Dolianova.
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Archeologia
Di interesse considerevole sono le aree archeologiche, la maggior parte di loro caratterizzate dalla presenza delle tipiche torri a tronco di cono chiamate "Nuraghi" simbolo e peculiarita' della regione, forse castelli o fortezze, costruiti dalle popolazioni Nuragiche che furono edificate nel 1500-800 AC. Ci sono più di sette mila di queste torri sparse su tutta la Sardegna. Gli esempi più significativi sono il nuraghe "Santu Antine" di Torralba in Provincia di Sassari, alto 18 m., è uno dei meglio conservati , a Dorgali in Provincia di Nuoro e, "Su Nuraxi" a Barumini in Provincia di Cagliari.
Sparse su tutto il territorio ed appartenenti ad un periodo precedente (3000 AC.) sono le "Domus de Janas" (case delle fate), particolari caverne ricavate scavando la roccia generlamente areneria, ritrovate in gran numero sopratutto ad "Anghelu Ruiu", localita vicino ad Alghero. Le rovine delle città costiere di Tharros, vicino Oristano e Nora, ad alcuni chilometri da Pula in provincia di Cagliari, datate ai tempi Punici e Romani.
Geografia
La Sardegna è la seconda più grande isola (23,813 kmq.) nel Mediterraneo (La Sicilia è più grande), e come risultato del suo isolamento, ha conservato la sua propria economia e le tradizioni più di quanto abbiano fatto le altre regioni.
Situata a est del Mar Tirreno, e' separata dalla Corsica dallo Stretto di Bonifacio, ed include attorno a sè isole minori (Sant' Antioco, San Pietro, L'Asinara, La Maddalena, Caprera ecc.).
E' la regione più estesa dopo Sicilia e Piemonte.
La morfologia dell'isola è il risultato di processi tettonici e complessi e l'attività vulcanica nell'era Cenozoica su una massa di roccia del Paleozoico sorta dal mare, più tardi colpita severamente dal orogenesi del tardo Paleozoico . Le montagne sarde sono una serie caotica di rocce profondamente erose, gruppi, pianure ed altopiani, sparsi nell'apparente confusione.
Una caratteristica geologica è il Campidano: piano tettonico riempito di detriti nell' Eocene e Pleistocene che giace a nordovest-sudest e attraversa il sud dell'isola.
Mentre collega il golfo di Oristano e Cagliari, divide le montagne ricche di minerali del Sulcis e Iglesiente al sud-ovest, dalle regioni di montagna molto più estese nel nordest che coprono la maggior parte dell'isola, giungendo ai 1,834 m. di Punta La Marmora, nel gruppo del Gennargentu. La maggior parte della costa è fiancheggiata da rupi ed è molto pittoresca.
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Fiumi
I corsi d'acqua sardi sono caratteristicamente veloci nello scorrere, con un volume di acqua relativamente alto in inverno ma notevolmente ridotto in estate. I fiumi principali sono il Flumendosa e il Cedrino a est, il Mannu-Coghinas che sfocia nel Golfo dell'Asinara ed il Tirso che sbocca nel Golfo di Oristano. I più importanti laghi sono i bacini litoranei sulle spiagge del golfo di Oristano e Cagliari ed i laghi artificiali Omodeo e Coghinas.
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Clima
Il clima è Mediterraneo con estati secche, ariose, calde e lunghe ed inverni mediamente piovosi miti e corti, eccetto ad alte quote. Le temperature medie annuali variano dai 18 ºC lungo la cintura litoranea ai 14 ºC dell'entroterra. Le precipitazioni sono maggiormente concentrate nei mesi invernali e la distribuzione è piuttosto irregolare, con un massimo di 1,300 mm. annui nelle aree più alte. Il vento, che soffia sull'isola in tutte le stagioni, e' prevalentemente nord occidentale.
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Flora e fauna
La Sardegna è il regno della macchia Mediterranea, molto estesa anche sulle aree dell' entroterra come risultato della scarsa altitudine, consiste generalmente in una bassa vegetazione di cistus, ginestra ed erica, piccoli arbusti di corbezzoli ed olivastro. L'esteso bosco una volta esistente fu distrutto in parte il secolo scorso e cio che ne resta sono querce, querce da sughero, agrifoglio e boschi di castagna che coprono il 17% del territorio regionale. Particolarmente importante sono i boschi di sughero, situati principalmente in Gallura, Alà, Bitti e gli altopiani di Buddusò.
Un elemento caratteristica di flora e fauna sarde è la presenza della foca monaca ed il muflone o capra selvatica che, insieme col passero sardo, si trovano solamente in questa regione. Vipere, tassi, lupi ed orsi sono assenti, ed i certi altri animali, come cervi e volpi, si sono sviluppate caratteristiche individuali così divergenti da quelle della specie comune che vengono considerati puramente sardi.
Nella Sardegna del centro-orientale, il Gennargentu, con le sue grandi foreste e la morfologia accidentata e selvatica, è un ambiente alquanto interessante, quasi unico nel Mediterraneo, con vegetazione che varia in concordanza con la distanza dal mare e la natura della terra. Una zona montuosa impenetrabile e selvatica, praticamente inabitata, è Monte Arcosu, una grande regione selvaggia e integra, estesa per 50,000 ettari nell' Iglesiente che termina nel Monte "Is Caravius", tra Santadi e Capoterra. Questa zona è famosa per uno degli ultimi greggi sopravvisuti di cervo maggese sardo, che non si trova in nessun altra parte del mondo, e la sua fauna include cinghiali, lepri, volpi ed il gatto selvatico sardo, così come uccelli rari, come l'aquila di Bonelli, l'aquila dorata e la pernice sarda.
Sulla costa centro-occidentale della Sardegna, la penisola del Sinis sporge nel Mare di Sardegna, delimitando il Golfo di Oristano a nord; questo ambiente immensamente interessante è caratterizzato da spazi aperti e solitari ed un panorama arcigno. I naturali complementi alla penisola sono gli Stagni dell'Oristanese, famosi per la loro fauna ornitologica. I fiori includono la rara viola arborescente e la rosa selvatica di Capo Mannu.
Lo Stagno di Molentargius vicino Cagliari e' una caratteristica palude di sale delle più importanti a livello internazionale, attira una concentrazione incredibile di uccelli, nonostante la vicinanza della città. Mentre uccelli acquatici comuni come anatra, trampolieri e specie comune di uccelli di terreno paludoso si radunano là insieme con gabbiani comuni. Il signore di queste paludi è invece il fenicottero rosa.
Non lontano da Alghero nella costa nordovest si trova Capo Caccia, un maestoso affioramento calcareo a picco sul mare. Questo luogo affascinante è conosciuto per le grotte di Nettuno a cui si accede dal mare tramite un battello o da una scalinata lunga piu di 600 gradini. Sebbene la vegetazione sul capo sia piuttosto scarsa, include alcune specie autoctone presenti solo in questa zona.
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Popolazione
Con una densità di popolazione di 68 persone per kmq, poco piu di un terzo della media nazionale, la Sardegna è la quarta regione meno popolata d' Italia. La distribuzione della popolazione è anomala comparata a quella di altre regioni italiane che giacciono sul mare. Infatti, contrariamente alla tendenza generale, la sistemazione urbana non ha avuto principalmente luogo lungo la costa, ma verso il centro dell'isola. Questo per ragioni storiche come le ripetute incursioni saracene durante il Medio Evo che rendevano le coste pericolose, un entroterra per le attività pastorali molto esteso e la natura acquinitrosa dei piani litoranei bonificati solamente nel secolo presente. La situazione oggi e' cambiata con l'espansione del turismo costiero.
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Lingua
La lingua sarda, con la sua suddivisione in Campidanese, Logudorese, Gallurese e le versioni del Sassarese discende direttamente da una radice Latina ancora chiara ed evidente, ed in differenti periodi è stata arricchita da espressioni adottate dalla lingua dei vari dominatori del passato dell'isola come. Ad Alghero, influenze Catalane sul dialetto locale sono estremamente marcate.
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Economia
Il settore primario dell'economia è l'allevamento della pecora e della capra con la produzione di formaggi di prima qualita. L'agricoltura è stata modernizzata nella pianura del Campidano dove si producono verdure di ogni genere e specialmente carciofi, anche i vini sardi come ad esempio il Cannonau ed i Vermentini sono famosi per la loro grande qualita. La pesca non e' particolarmente sviluppata, ma l'industria di estrazione mineraria una volta prospera e' ancora attiva sebbene ristretta al carbone (Carbonia, Bacu Abis), antimonio (Villasalto), piombo e zinco (Iglesiente, Nurra).
Le industrie principali sono chimica (Cagliari), petrolchimica (Porto Torres, Sarroch), metallurgica (S. Antioco, S. Gavino Monreale, Monteponi Villasalto), cemento (Cagliari), cartiera (Arbatax) e alimentare (raffinerie di zucchero a Villasor ed Oristano). Industrie di arte includono tappeti (Barbagia), pizzi (Bosa), cestini in vimini e corallo.
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Collegamenti
Le comunicazioni sono basate su collegamenti col continente. I porti più trafficati sono Cagliari, Olbia, Porto Torres, Arbatax, e Palau, e gli aeroporti sono Cagliari Elmas, Alghero Fertilia ed Olbia. La principale arteria stradale che attraversa l'interno dell'isola da nord a sud è la strada statale 131 che collega Sassari e Cagliari.
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Turismo
Fondamentalmente, il turismo in Sardegna e' legato alla sua linea costiera straordinariamente bella, con una varietà di splendori difficili da trovare altrove, e non solo nel Mediterraneo. Sabbie bianche e pure alternate a piccole baie nascoste, rupi a picco si innalzano spesso sopra caverne magnifiche e rocce pittoresche sorgono da un mare scintillante e chiaro che affronta promontori accidentati, erosi dal vento.
Anche i paesi dell'entroterra possiedono caratteristiche molto interessanti, per esempio, l'architettura Pisano - romantica della chiesa di S. Pietro di Simbranos (12 secolo) a Sedini, le chiese di S. Michele Salvenero (12 secolo), vicino Ploaghe, S. Pietro di Sorres (12 secolo), S. Maria del Regno (12 secolo) ad Ardara, SS. Trinità a Saccargia, non lontano da Codrongianos, la cattedrale di Iglesias (13 secolo), e S. Pantaleo a Dolianova.
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Archeologia
Di interesse considerevole sono le aree archeologiche, la maggior parte di loro caratterizzate dalla presenza delle tipiche torri a tronco di cono chiamate "Nuraghi" simbolo e peculiarita' della regione, forse castelli o fortezze, costruiti dalle popolazioni Nuragiche che furono edificate nel 1500-800 AC. Ci sono più di sette mila di queste torri sparse su tutta la Sardegna. Gli esempi più significativi sono il nuraghe "Santu Antine" di Torralba in Provincia di Sassari, alto 18 m., è uno dei meglio conservati , a Dorgali in Provincia di Nuoro e, "Su Nuraxi" a Barumini in Provincia di Cagliari.
Sparse su tutto il territorio ed appartenenti ad un periodo precedente (3000 AC.) sono le "Domus de Janas" (case delle fate), particolari caverne ricavate scavando la roccia generlamente areneria, ritrovate in gran numero sopratutto ad "Anghelu Ruiu", localita vicino ad Alghero. Le rovine delle città costiere di Tharros, vicino Oristano e Nora, ad alcuni chilometri da Pula in provincia di Cagliari, datate ai tempi Punici e Romani.
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