Scano di Montiferro - Iscanu - su situ de Iscanu
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Borghi autentici d'italia

Tratto da http://www.borghiautenticiditalia.it

Comune di Scano di Montiferro (Or)

Il Comune diScano di Montiferrosorge in provincia di Oristano,in prossimit della costa centro-occidentale della Sardegna.



Scano_di_Montiferro-StemmaIl borgo di Scano di Montiferro

Scano di Montiferro un paese appartenente alla regione storica del Montiferru, catena montuosa di origine vulcanica. Ubicatoad un’altezza media di 385 metri sul livello del mare tra i sette colli diSaggioro”, “Santa Rughe”, “Puba”, “Iscala Ruggia”, “Cannedu”, “sa Rughe Bianca” e “sa Serra o Santu Giorzi”, l’abitato si estende a mo’di anfiteatro, all’interno di una conca nascosta, protetto da una corona di montagne degradanti verso la Planargia ed il mare.


La storia

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl geografo greco Claudio Tolomeo (100 – 175 a.C.) nella suaGeografiacolloca nella regione scanese iMonti Menmeni,popolati dalla trib deiKornnsioi oi Aichilnsioi, iSardi Pellitidella rivolta diAmsicora(215 a.C.). Questi si opposero fieramente alla conquista romana che, in pi di un secolo di scontri duri e sanguinosi (238 a.C. – 111 a.C.), non riusc a piegarne l’indomita resistenza.

La tradizione popolare vuole che i primi apostoli del Vangelo di Cristo a Scano siano i santiErrioeSilvano, i quali dopo avere predicato in questo borgo incontrarono il martirio sullo storico colle diMontrigu de Reos,letteralmente la “collina dei colpevoli”. Tombe di probabile origine paleocristiana (II – III sec. d.C. ) furono rinvenute nel 1984 presso l’attuale Chiesa Parrocchiale diSan Pietro Apostolo. Sotto il pontificato di Papa Gregorio Magno (590 – 604 d.C.), che intensific l’opera di evangelizzazione della Sardegna rurale ed interna, si ipotizza sia stata edificata un prima chiesa dedicata aSan Pietro.

Nel passaggio dall’ Alto al Basso Medioevo (XI secolo d.C.) la campagna scanese fu fittamente popolata da abitati di modeste dimensioni, lecurteso donnicalie, nei siti diSant’Antiogu,Sant’ ‘Arbara – Su Lu,Sant‘ ‘Itoria,Donnigheddu,Pedras Doladas – Mesu de Roccas,Barisonese Nueddas. In Et Giudicale Scano fu un importante villaggio appartenente alGiudicato di Torresed allaCuratoria del Montiferru. Il 30 aprile 1113, il GiudiceCostantino I di Lacone la consorteMarcusade Gunaleoffrirono la Chiesa diSanctum Petru de Iscanucon tutte le pertinenze e con il diritto di pesca nel fiume Temo di Bosa all’eremo di San Salvatore di Camaldoli. In seguito alla sconfitta pisana del 29 febbraio 1324 contro le forze congiunte catalano – aragonesi ed arborensi, nella battaglia diLucocisterna, i Camaldolesi, storicamente protetti dalla repubblica toscana, si videro obbligati ad abbandonare Scano e la Sardegna. Nel 1328 il borgo pass alGiudicato d’Arboreache ne resse le sorti fino alla battaglia diSanluri(1409). Entrata quindi nella sfera di influenza catalana, la villa fu ceduta dal ReAlfonso V d’Aragonaal nobile sassareseGuglielmo di Montagnansunitamente ai paesi di Santu Lussurgiu, Siete Fuentes, Cuglieri, Sennariolo e Flussio. Ilfeudo del Montiferrufu venduto quindi aDon Raimondo Zatrillas(2 novembre 1421) la cui famiglia lo possedette fino al 1670, anno in cui venne acquistato daDon Francesco Brunengo.

Dal 1470 al 1478 la Sardegna fu scossa dai fremiti di rivolta dell’ultimo marchese di OristanoLeonardo Alagonche incarn il desiderio di riscatto e di libert del Popolo Sardo. Nel 1736, sedici anni dopo l’annessione della Sardegna al Piemonte, i paesi di Scano e Cuglieri furono donati, dal re Carlo Emanuele di Savoia, aDon Bernardino Genovese. Dalla seconda met del XVIII secolo i rapporti con i nuovi feudatari andarono progressivamente inclinandosi a cagione dell’esosit dei tributi e nel 1774 gli scanesi insorsero rifiutandosi di pagare le tasse. Nel decennio conclusivo del XVIII secolo esplose con forza il malcontento dei Sardi verso i dominatori piemontesi e verso il sistema feudale. Protagonista di questa ribellione fuGiovanni Maria Angioy(1751 – 1808), magistrato della Reale Udienza, che tent di liberare l’Isola dalla signoria sabauda. Vistosi tradito, braccato dalle milizie governative, l’Angioy ebbe salva la vita grazie alla protezione degli scanesi che, tra il 13 ed il 14 giugno 1796, lo scortarono per le montagne del Montiferru in direzione di Thiesi. Nel 1812 il paese pass agliZatrillasdel ramo diVillaclarae nel 1814 fu ereditato daDon Pietro Vivaldi, duca di San Giovanni. Questi, nel 1830, lo vendette aDon Carlo Quesada Arborio, marchese di San Sebastiano. Il XIX secolo vide la distruzione della rigogliosa foresta scanese. Nel 1818 il Vicer ConteDon Ignazio Thaon – Revel di Pratoburgo, su ordine del reCarlo Felice, concesse il taglio di 7500 querce della montagna di Scano da inviare a Tolone per la costruzione di imbarcazioni. Nel 1822 gli impresariChiappe,BalboePelososi accordarono con i cantieri genovesi per il taglio di questi boschi. Gli Scanesi, pur di non cedere ad un simile sopruso, reagirono consegnando alla fiamme vaste porzioni di foresta.

Il ‘900 fu profondamente marcato dai due conflitti mondiali, nei quali persero la vita ben 83 scanesi. NellaGrande Guerracinque di essi furono insigniti della medaglia d’argento al valor militare. Il primo dopoguerra fu particolarmente turbolento. Nel 1920 si registr un tumulto popolare di vaste proporzioni contro ilCommissario Prefettizio, seguito da un’ulteriore sollevazione nel 1925. Conclusosi il ventennio fascista ed i confronti bellici della Seconda Guerra Mondiale, Scano entr nell’era democratica.


Cosa vedere

Nel territorio di Scano di Montiferro sono presenti numerose architetture religiose ed in particolare laChiesa parrocchiale diSan Pietro apostolo, l’Oratorio delRosario, l’Oratorio delle Animee laChiesa e l’ Oratorio diSan Nicol; inoltre sono presenti numeroseChiese campestri(Chiesa diSan Giorgio, Chiesa diSant’Antioco, Chiesa diSanta Barbara, Chiesa diSanta Croce, Chiesa diSanta Vittoria, Chiesa diPedras doladase Chiesa di Sant’Antioco).

SorgentiTra i tanti attrattori ambientali va annoverato ilParco Naturale de “Sa Roda Manna(riconosciuto area di notevole interesse naturale dall’Assessorato della Difesa dell’Ambiente) e ilparco di Sant’Antioco(ubicato a circa 6km dal paese) ricco di sorgenti.

Il Comune di Scano inoltre abbonda di testimonianze dellaCivilt Nuragica(1700, 1500 – 600 a.C.). Nel suo territorio si contano ben 47 nuraghi, tra i quali il trilobato di “Nurtaddu,il tritorre di “sa Mura de Mazzala” e il complesso quadrilobato di “sa Mura de Nuracale”che costituiva il pi importante centro demico di riferimento di tutta l’area. Sono presenti anche diversetombe di gigante,domus de janasemenhir.


Cosa fare

Le tradizioni di Scano sono mantenute vive grazie al grande impegno dei suoi abitanti. Uno dei maggiori aspetti caratterizzanti la tradizione scanese quello legato al canto e al ballo sardo tradizionale. Ilcanto tradizionalea Scano viene eseguito da diverse formazioni a 4 voci che prendono il nome di “cuncordu”. Tali formazioni cantano in occasione deiRiti della Settimana Santae durante le feste, ma anche in ogni occasione conviviale facile poter sentire un canto eseguito daunu cuncordunato in maniera estemporanea.

Tra le tante festivit (caratterizzate da riti religiosi e festeggiamenti civili) che accompagnano la vita degli scanesi vanno ricordate lafesta patronale in onore dei Santi Pietro e Paolo Apostoli(28/29 Giugno), “Sa festa manna”in onore della Beata Vergine Regina di tutti i Santi (10/11/12/13 Settembre), lafesta di Sant’Antioco(che si festeggia 2 volte all’anno e precisamente 15 giorni dopo Pasqua e l’ultima Domenica/Luned di Agosto) e lafesta di Sant’ Antonio Abatein occasione della quale viene acceso il tradizionale fal (16 Gennaio). Durante il carnevale invece viene svolta la tradizionale giostra equestre “Sa cursa a puddas”.

scanodimontiferro_festa_600Il momento pi sentito dell’intero anno liturgico della comunit scanese quello caratterizzato dairiti della Settimana santa(Sa Chida Santa) che vengono ancora celebrati con antichi e suggestivi cerimoniali caratterizzati da precisi rituali che si ripetono ormai da tantissimi anni, grazie alla viva fede degli Scanesi e al loro attaccamento alle tradizioni.

Tra gli altri eventi a carattere tradizionale vanno ricordati anche laSagra de sa fae a landinu…cun s’agiunta(sagra delle fave) e Sa Festa ‘e tota ‘Idda. Quest’ultima organizzata ogni 4 anni dal Comune di Scano con la collaborazione dell’intera comunit scanese (l’ultima edizione si svolta nel mese di Agosto del 2012); la manifestazione caratterizzata dall’esposizione dei prodotti tipici della gastronomia e dell’artigianato locale e dalla riproposizione degli antichi mestieri. Nel corso della manifestazione vengono svolti numerosi spettacoli folkloristici.


Cosa gustare

Tra i prodotti tipici di Scano di Montiferro si annoveranosu casizolu(formaggio di latte vaccino) e l’olio d’oliva. Tra i piatti tipici, le cui ricette sono state ereditate dal passato, vi sonosa timballa(timballo di riso),sas covatzas cun gelda(focacce con ciccioli),sa suppa ‘e frenugu(zuppa di finocchi selvatici),su sambene(il sanguinaccio),su pane doradu(pane imbevuto nelle uova sbattute e successivamente fritto) esu pane incasadu(piatto a base di pane, formaggio e sugo). Tra i dolci vanno annoveratisos pabassinos antigos,su pane ‘e saba(dolce a base di sapa), sas tipulas(le zippole)e sos padres frissos(fatti fritti).


Come raggiungerci

In auto

- da Cagliari percorrere la SS 131 direzione Sassari fino al bivio per Macomer e proseguire in direzione Macomer; arrivati a Macomer proseguire per Scano di Montiferro seguendo le indicazioni della segnaletica stradale;

- da Sassari percorrere la SS 131 direzione Cagliari fino al bivio per Macomer e proseguire in direzione Macomer; arrivati a Macomer proseguire per Scano di Montiferro seguendo le indicazioni della segnaletica stradale;

- da Nuoro percorrere la SS 129 e proseguire in direzione Macomer – arrivati a Macomer proseguire per Scano di Montiferro seguendo le indicazioni della segnaletica stradale;

- da Oristano percorrere la SS 292 direzione Cuglieri – arrivati a Cuglieri proseguire per Scano di Montiferro seguendo le indicazioni della segnaletica stradale.



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