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S'ainu Orriadore

Da "La Nuova sardegna" del 23 marzo 2014

SCANO MONTIFERRO.

maschera tipica "s'Ainu Orriadore" Iscanu I racconti e le leggende popolari hanno riempito le serate dei ragazzi fino a qualche decina di anni fa. Poi arrivata la televisione e lentamente ha sostituito i narratori facendo perdere il fascino delle storie tramandate dai nonni, che suscitavano la giusta dose di paura e di rispetto verso quello che non poteva essere spiegato razionalmente, alle giovani generazioni. Le figure mitiche facevano parte della tradizione: ognuno aveva la sua. E per fortuna, grazie al lavoro di ricerca di qualche appassionato, molte di esse sono state riscoperte e fatte rivivere. Da queste parti sono in tanti, soprattutto tra i pi anziani, a ricordare la figura di “s’Ainu Orriadore”, la cui maschera costituita dall’osso del bacino di un bovino o di un asino, mentre il corpo del personaggio mitico rivestito con la “Zimarra” o mastrucca. Secondo la credenza popolare s’Ainu Orriadore (asino che raglia) rappresentava il diavolo. E in certe occasioni assumeva le sembianze di un asino o di un cane bianco (con le zampe d’asino se era cane e di gallo se asino), e andava in cerca dell’anima di qualche morente per impossessarsene. La maschera, finita precocemente nel dimenticatoio, stata recuperata una ventina di anni fa da Giovanni Obinu, noto Nannari, che ne aveva sentito parlare dalla madre Angelica. Obinu, insieme ad altri cultori delle tradizioni popolari locali, tra i quali Roberto Betzu, ha costituito un’associazione culturale che si chiama, appunto: “s’Aiunu Orriadore”. Tra i pi anziani c’ chi pronto a giurare di averlo visto di notte aggirarsi nelle strade del paese, trascinando pesanti catene ed emettendo ragli misti a pianto che facevano accapponare la pelle, preludio alla morte di qualcuno.

Piero Marongiu

Nella foto la maschera tipica di Scano Montiferro "s'Ainu orriadore"


Tratto da Il libro delle scuole medie

CAPITOLO VII

Le credenze popolari e le leggende

2. Spiriti cattivi e demoni

Alcune persone raccontano di aver visto e sentito "S'ainu orriadore". Si credeva che questo fosse il diavolo che venisse sulla terra per annunciare la morte di qualcuno. Esso si presentava in diverse forme e sotto diversi aspetti non definibili.

Alcuni dicono che si presentasse come un vitello nero con i cuccioli vicini, ed infine anche come un asino.

Non tutti per potevano sentire il suo ragliare o l'ululato malvagio o vedere la sua figura.

Perch una persona potesse vederlo, colui che avvertiva per primo la sua presenza doveva toccare il compagno vicino per permettergli di vedere, cos egli non vedeva pi nulla: praticamente cos si scambiavano i ruoli.

Si dice che apparisse di notte e arrivasse da Sagama dove aveva la sede, trascinando rumorose catene di ferro.

Non tutti per credono a queste cose; alcuni dicono che gli "oruli" venivano emessi da certi cani o dagli asini, dato che tutti quanti ragliano (ainos orriadores) e che queste visioni si avessero a causa della troppa paura e della troppa convinzione nell'esistenza di certi esseri.

Molte volte i ragazzi, per divertirsi, legavano delle catene da una porta all'altra e, quando gli asini e i cavalli passavano, inciampavano e cadevano facendo dei bruttissimi versi che incutevano paura alla gente, la quale non aveva nemmeno il coraggio di affacciarsi alla finestra per vedere cosa stesse succedendo. .

Il demonio per si presentava anche nelle vesti di uomini, di gentiluomini, di persone distinte e persino di bambini indifesi. Si confondeva in mezzo a gruppi di persone e faceva del male a nome di altri in modo tale da causare liti e discordie o provocando danni agli innocenti.

Coloro che Io guardavano attentamente scorgevano in lui per del le grandi zampe di gallina.

Costui per non svelava volontariamente la sua identit, veniva riconosciuto quando, trovatosi dinanzi ad oggetti sacri o sentendo preghiere, spariva nel nulla.

Aveva inoltre terrore del fuoco e bastava che Io vedesse ardere o ne sentisse il calore per svanire assieme alla fuligine nella canna fumaria dei camini.

Quando "s'ainu orriadore" era annunciatore di morte o cattiva sorte si presentava davanti alla porta della casa destinata per tante volte fino a quando non avveniva la sventura.

Se doveva morire un bambino, il familiare che avvertiva la presenza del demonio vedeva un grande cane con i cagnolini intorno; se invece doveva morire una persona anziana, si vedeva o un vitello o un asino entrambi vecchi.

Talvolta il diavolo con moine cercava di convincere gli uomini creduloni o i bambini innocenti a fare un contratto con lui: prometteva benessere, fortuna e ricchezza, ma in cambio si prendeva l'anima dello sventurato.

Riportiamo ora alcune leggende o "contos de foghile", cio delle storie che raccontavano gli anziani quando la sera si sedevano vicino al fuoco o nella strada, al buio, tramandate dall'antichit di padre in figlio.


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 Autore : Tore
 Pubblicato : Giovedì, 4 Dicembre 2014 - 18:16
 Ultima modifica : Mercoledì, 4 Febbraio 2015 - 18:09
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