Scano di Montiferro - Iscanu - su situ de Iscanu
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Il parco di sant'Antioco

LOCALITA' SANT"ANTIOCO

Il parco di Sant'Antioco e' particolarmente adatto nei mesi calurosi d'estate per respirare aria fresca e fare dei pic-nic tra la natura incontaminata e le numerose fonti di acqua fresca sparse lungo tutto il parco.

Il territorio di Scano Montiferro e' particolarmente ricco di sorgenti e corsi d'acqua che gli conferiscono un'impronta caratteristica.
Fra le piu' importanti vi sono quelle di Sant'Antioco che riforniscono di acqua non solo il paese stesso ma numerosi paesi limitrofi. Con una gettata di 150 litri al secondo sono considerate le sorgenti piu copiose del Montiferru.
Tra i massi basaltici sgorgano circa cinque polle facilmente identificabili per l'abbondanza d'acqua che forma un ruscello il quale attraversando l'omonima localita va ad alimentare il Rio Mannu.



LA CHIESA DI SANT'ANTIOCO

La chiesa rurale di Sant'Antioco fu costruita probabilmente nel 1636.L'edificio è a pianta rettangolare, ad aula unica, affiancato sulla sinistra dalla sacrestia e su'entrambi i lati a "sos pendentes" o "pennentes", piccoli ambienti la cui funzione fu quella di ospitare pellegrini e devoti che desideravano soggiornare nella località durante il periodo della novena e della festa del Santo.





LA FACCIATA DELLA CHIESA

La capanna, ha la parte centrale, in cui si apre il portale, in pietre squadrate lasciate a vista, e un coronamento a cornice alle cui estremità sono inseriti due acròteri a forma piramidale. Al centro è conclusa da un campanile a vela. Sopra il portale si apre una grande finestra rettangolare, unica fonte di luce per la chiesa.
L'edifìcio ha copertura in legno a due spioventi su archi a tutto sesto, in pietra a vista. Il pavimento è in lastre di trachite. Pur essendo una chiesa campestre, rispetto alle altre presenti nel territorio di Scano ha struttura più elaborata, forse perché la devozione al Santo in essa venerato, che attirava grande folla anche dai paesi del circondario, aveva generato il bisogno di ingrandire la chiesa con l'annessione de "sos pennentes". Ancora oggi centinaia di fedeli provenienti da Scano e da tutto il circondario, pregando devotamente Sant'Antioco gli chiedono la grazia di ottenere la guarigione e il conforto nella sofferenza. Nel presbiterio quadrangolare è ubicato l'altare ligneo acquistato nel 1848 dalla chiesa bosana di Santa Croce per il prezzo di 15 lire.

Recentemente restaurato (1999), esso è adibito ad ospitare la statua del Santo che viene portata in processione dal vicino paese di Scaro nella località campestre due volte all'anno (in occasione delle feste che si svolgono il secondo lunedì dopo Pasqua e il lunedi successivo all'ultima domenica di agosto). In assenza della statua l'altare ospita una tavola dipinta ad olio con l'effigie del santo, opera del pittore svizzero Emilio Scherer che soggiornava a Bosa verso la fine del XIX secolo. Il culto di Sant' Antioco è molto antico ed ebbe un enorme impulso dopo il ritrovamento delle reliquie del santo avvenuto nell'Isola di Sant'Antioco il 18 Marzo 1615 per opera dell'arcivescovo di Cagliari, monsignor Francesco d'Esquhrel.
Il Santo,originario della Mauretania (regione dell'Africa settentrionale), venne fatto esiliare dall'imperatore Adriano nell'isola di Sulki (odierna Sant'Antioco di Sulcis) in quanto professava la fede cristiana e il rifiutava di adorare gli dèi pagani. Qui egli esercitò la sua attività di medico operando nello stesso tempo molte conversioni. La tradizione vuole che Antioco morisse il 13 novembre dell'anno W. Grazie al gesuita scanese fra' Salvatore Pala, docente di matematica e teologia all'Università di Cagliari, Scano ebbe la fortuna di avere nello stesso anno del ritrovamento delle reliquie una vertebra del santo, e fu proprio questa circostanza a far nascere l'idea della costruzione di una chiesa in suo onore in un territorio ricco di acque, rigogliosa vegetazione e che inoltre presentava vantaggio di trovarsi a poca distanza dal paese.]


LE FESTE (dal libro Nanni Delogu, Sant’Antiogu de Iscanu – Appunti di storia e tradizione , Tipografia Fonsarda, Cagliari, 1999)

Dal 1636 in onore del Santo sulcitano si celebrano tre feste l'anno, in Aprile, in Agosto e in Novembre.
La festa più antica, e celebrata in tutte le chiese il 13 Novembre anniversario della morte del Santo avvenuta l'anno 127 sotto l'Imperatore Adriano. La più importante tuttavia, è la ricorrenza di primavera che si festeggia il lunedì successivo alla seconda domenica di Pasqua.L'altra solennità si svolge l'ultimo lunedì di Agosto.

Verso la fine del secolo scorso, quando con l'incameramento "dei beni ecclesiastici la Parrocchia non potè più assicurare il sostegno finanziario alla chiesa di Sant'Antioco, alcune famiglie supplirono alle spese della festa lasciando poi l'incarico ai loro eredi che contribuiscono tuttora col titolo di Obreris o piu simpaticamente vengono anche chiamati "parentes de Santu Antiogu".

Intorno agli anni trenta il vicario Nonnu Mannu istituì le figure delle Prioresse, due persone che per promessa si assumono il compito di curare la pulizia e l'ornamento della chiesa campestre e della cappella parrocchiale per un anno.

Sin dalle origini in occasione della festa di Aprile e quella di Agosto, la statua del Santo veniva trasferita dalle confraternite accompagnate dai fedeli dalla chiesa parrocchiale, dove si custodiva tutto l'anno, alla chiesa campestre. La processione si snodava lungo il sentiero dell'antica via che da Scano portava a Macomer.

Quando venne inaugurata la strada che conduce alle Sorgenti e al Santuario, il vicario Nonnu Mannu propose di effettuare il trasporto del simulacro attraverso la nuova strada. Così il 6 maggio del 1957 la statua fu collocata su un autocarro (vedi foto originale a sinistra) che partì in direzione della chiesa di campagna seguita da un lungo corteo di autoveicoli. Si continuo per questa via per cira 39 anni finche'nell'estate 1996, un gruppo di giovani espresse la volontà di trasportare nuovamente il Santo sulle spalle lungo l'antico sentiero di campagna come veniva tradizionalmente fatto in precedenza. Incoraggiati dal neo parroco don Franco Oggianu e dal saveriano Padre Giovanni Pes, il 28 Agosto, dopo trentanove anni, si ripeteva l'antica usanza con grande partecipazione dei fedeli.

Per tale processione si cammina per piu di mezz'ora con il pesante simulacro sulle spalle, percio di tanto in tanto e necessario effettuare delle pause affinche i confratelli possano darsi il cambio nel trasporto.
La statua infatti pesa circa 120 chili a cui vanno aggiunte altre diverse decine di chili della portantina, per un totale di circa due quintali.

Ma a Scano Montiferro la voglia di portare avanti le antiche tradizioni e piu forte della comodita dell'automobile!

Vedi ulteriore documentazione fotografica

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 Autore : MicroPiras
 Pubblicato : Venerdì, 18 Marzo 2011 - 10:45
 Ultima modifica : Mercoledì, 4 Febbraio 2015 - 18:04
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