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05 Nuracale (Cortile)

Nuraghe Nuracale: i primi scavi


- Il PROGETTO NURACALE (introduzione)
- IL NURAGHE NURACALE E IL SUO TERRITORIO
- IL MONUMENTO
- IL VANO SUPERIORE DELLA TORRE CENTRALE A2
- IL CORTILE B
- IL VANO-SCALA H
- IL VANO G
- IL RESTAURO

ALTRI ARTICOLI
- Il Nuraghe Nuracale: un esempio di controllo del territorio nel Montiferru (di Federica Dettori)

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Le foto dell'opuscolo "Nuracale i primi scavi" sono disponibili nella GALLERIA FOTOGRAFICA relativa a Nuraghe Nuracale.
Nella sezione DOWNLOADS è possibile scaricare in PDF l'opuscolo in qualità stampa (18 MB)
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Il cortile


La peculiarità  architettonica del nuraghe Nuracale è rappresentata dal vastissimo cortile (m 12 di lunghezza nel lato Est-Ovest e m 14 nel lato Nord-Sud, m 4 di larghezza in media), che occupa una superficie superiore ai 90 mq. Si tratta di un'ampiezza notevole per un nuraghe quadrilobato, riscontrabile solo nel nuraghe S. Miali di Pompu e in alcuni nuraghi pentalobati.
Un altro aspetto rilevante, che sarà  oggetto di indagine stratigrafica nei prossimi scavi, è la presenza nel settore Ovest (fig. 13) di un alto cumulo di conci in arenaria bianca e in basalto di dimensioni e forme varie (conci a T, a L, mensole ecc.), alcuni dei quali con delle cavità  presso i margini per l'inserimento di grappe di fissaggio in piombo (fig. 14, 1-3).




I reperti provenienti dai settori Sud, Est ed Ovest del cortile confermano la frequentazione del monumento in età  tardo-romana e alto-medievale, specialmente intorno al V-VI sec. d. C., come documentano i recipienti in ceramica grezza modellata a mano o con tornio lento con impasti di colore scuro (fig. 16,1) e le pentole in ceramica di impasto chiaro con coperchi a disco e presa centrale (fig. 16, 5-6), talora decorati a cerchielli impressi, ma anche i puntali sagomati di anfore cilindriche di produzione africana adoperate per il trasporto di olio d'oliva o vino (fig. 16, 2-4).





Sono stati rinvenuti anche i frammenti di due piatti in sigillata africana, uno dei quali reca stampigliati sul fondo due cupidi (fig. 17, 3), una lucerna frammentaria, anch'essa di importazione africana, con il disco ornato da un cristogramma in rilievo (fig. 17, 1), e un bicchiere a calice in vetro con piede a disco e stelo basso (fig. 17, 2) di una nota tipologia attestata anche nella non lontana Cornus. Sembra significativa la frequentazione di età  punica (fig. 18), il cui strato è stato appena intaccato dagli scavi che sono stati interrotti in corrispondenza dell'altezza degli architravi degli accessi alle torri. (Tatiana Cossu)


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