Scano di Montiferro - Iscanu - su situ de Iscanu
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02 Nuracale (il territorio)

Nuraghe Nuracale: i primi scavi


- Il PROGETTO NURACALE (introduzione)
- IL NURAGHE NURACALE E IL SUO TERRITORIO
- IL MONUMENTO
- IL VANO SUPERIORE DELLA TORRE CENTRALE A2
- IL CORTILE B
- IL VANO-SCALA H
- IL VANO G
- IL RESTAURO

ALTRI ARTICOLI
- Il Nuraghe Nuracale: un esempio di controllo del territorio nel Montiferru (di Federica Dettori)

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Le foto dell'opuscolo "Nuracale i primi scavi" sono disponibili nella GALLERIA FOTOGRAFICA relativa a Nuraghe Nuracale.
Nella sezione DOWNLOADS è possibile scaricare in PDF l'opuscolo in qualità stampa (18 MB)
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Nuracale e il territorio

Il grande nuraghe di Nuracale costituì certamente un punto di riferimento di primaria importanza per le antiche tribù nuragiche insediate nel territorio di Scano Montiferro e anche per le comunità sarde punicizzate e romanizzate che continuarono a vivere in quella zona almeno fino a tutto l’Alto Medioevo, cioè fino a circa il 1000 d. C.
Preceduto da altri monumenti più arcaici a corridoio o a camera embrionale, che però non mantennero a lungo un ruolo dominante nel territorio (circa 1600-1500 a. C.), Nuracale venne eretto in una fase di poco successiva (circa 1500-1350 a. C.) insieme a numerosi altri nuraghi semplici e complessi caratterizzati da camere circolari coperte da alte cupole in pietra.
Come numerosi altri grandi nuraghi, è molto probabile che Nuracale abbia funzionato per alcuni secoli come centro di coordinamento delle attività economiche svolte, sotto il controllo di uno o più gruppi familiari egemoni, da alcune centinaia di abitanti suddivisi in diversi villaggi: agricoltura, allevamento, caccia, pesca, raccolta, scambio, produzioni artigianali di vario genere. L’occupazione capillare del territorio è ancor oggi testimoniata dai resti dei nuraghi, degli insediamenti e delle tombe megalitiche. (Alessandro Usai)







 


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