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01 Il progetto Nuracale

Nuraghe Nuracale: i primi scavi


- Il PROGETTO NURACALE (introduzione)
- IL NURAGHE NURACALE E IL SUO TERRITORIO
- IL MONUMENTO
- IL VANO SUPERIORE DELLA TORRE CENTRALE A2
- IL CORTILE B
- IL VANO-SCALA H
- IL VANO G
- IL RESTAURO

ALTRI ARTICOLI
- Il Nuraghe Nuracale: un esempio di controllo del territorio nel Montiferru (di Federica Dettori)

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Le foto dell'opuscolo "Nuracale i primi scavi" sono disponibili nella GALLERIA FOTOGRAFICA relativa a Nuraghe Nuracale.
Nella sezione DOWNLOADS è possibile scaricare in PDF l'opuscolo in qualità stampa (18 MB)
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Introduzione dell'opuscolo "Nuracale: i primi scavi"

Nell’opera di divulgazione ed approfondimento della storia, delle tradizioni e della cultura del nostro paese non potevamo di certo trascurare il monumento archeologico più importante del territorio, quello di Nuracale.
A questo monumento certamente ognuno di noi ha dedicato molti minuti della propria esistenza, se non altro col pensiero e con la discussione: a tutti è capitato di fantasticare sulla possibile funzione di questo nuraghe, ipotizzando cose che fino ad oggi potevano avere solo spiegazioni parziali per analogie con altri monumenti simili, ma non rigore scientifico basato su appropriati studi e ricerche in loco.
Ora questo rigore è basato su indagini stratigrafiche che hanno ricostruito le vicende interessanti il nostro nuraghe che, com’è comprensibile, sono peculiari. Oggi possiamo affermare che la maestosità del nuraghe, che in un primo momento ci aveva indotto ad effettuare un’indagine del territorio più approfondita, anche con l’utilizzo dei mezzi aerei, ci dà la conferma dell’esistenza di un grande villaggio che si estende tutto intorno per circa due ettari.
La grande disponibilità del Dott. Vincenzo Santoni, Soprintendente per i Beni Archeologici, e l’entusiasmo del Dott. Alessandro Usai, alto funzionario della Soprintendenza, hanno incoraggiato l’Amministrazione ad affrontare questo doveroso impegno con convinzione e ad iniziare così una lunga collaborazione che ci porterà a conoscere un altro pezzo importante della nostra storia.
Un altro tassello si aggiunge all’ideale mosaico tracciato dalla nostra Amministrazione, che riguarda come detto innanzi, tutti gli aspetti culturali della comunità scanese. L’opera è dedicata come di consueto a tutti gli Scanesi.


Il sindaco
Franco Frascaro


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Questo breve opuscoletto informativo, che illustra l’indagine archeologica svolta nel Nuraghe Nuracale di Scano Montiferro nell’anno 2003, vede la luce durante la seconda campagna di scavo del 2005/2006 e anzi costituisce parte integrante di essa in quanto la sua realizzazione è prevista dal relativo progetto. Esso ha lo scopo di render conto con immediatezza all’Amministrazione Comunale, alla cittadinanza e a chiunque sia interessato, dell’utilizzo di un cospicuo finanziamento ai sensi della L.R. n° 37/98, che la stessa Amministrazione ha voluto dedicare all’avvio di un lungo e impegnativo percorso con l’obiettivo dell’esplorazione e valorizzazione del principale monumento archeologico del suo territorio.
Accanto al ruolo del Comune, è giusto sottolineare quello svolto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Cagliari e Oristano nella persona del funzionario archeologo responsabile Dott. Alessandro Usai, che, insieme al progettista incaricato arch. Gabriele Manca e dei validi collaboratori archeologi di varia specializzazione, ha impostato un disegno d’intervento culturale d’ampio respiro basato sull’integrazione tra il monumento e il suo paesaggio storico, sulla programmazione delle tappe dell’indagine e del restauro in base alle concrete possibilità di progressiva valorizzazione delle diverse parti del monumento, e infine sulla rapidità della comunicazione e della divulgazione dei risultati acquisiti.
Se è vero che ancora troppo spesso i rappresentati della disciplina archeologica non prestano la necessaria attenzione al dovere della comunicazione dei risultati ottenuti con l’impiego di somme rilevanti di denaro pubblico, questo opuscoletto vuole restituire alla comunità dei cittadini contribuenti quanto essa aveva prestato, coi giusti interessi in termini di conoscenza e di concrete possibilità di fruizione del monumento e del parco archeologico-ambientale creato intorno ad esso. In effetti, da queste pagine emergono con chiarezza i primi dati attendibili sulla storia del nuraghe e del suo territorio dall’Età del Bronzo all’Alto Medioevo.
Naturalmente il cammino da percorrere resta lungo e difficile per l’obiettiva complessità delle materie coinvolte, che dall’indagine scientifica portano, attraverso le tappe della conservazione e della valorizzazione, alle problematiche economiche della gestione e della promozione. Per le aree, come per le strutture mussali e le altre risorse culturali e naturalistiche, si pone la necessità di procedimenti multidisciplinari integrati miranti all’incremento di valore delle risorse entro una organica funzione insiemistica di ambito territoriale, accolta e condivisa in rete, con idonei programmi della Comunità distrettuale di area vasta che riconosce e fa proprie queste risorse, in quanto basi fondative e costitutive delle ragioni della propria identità territoriale.

Il Soprintendente per i Beni Archeologici
Vincenzo Santoni

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Nonostante le numerose notizie presenti nelle pubblicazioni scientifiche e divulgative, che illustrano diversi monumenti nuragici del territorio di Scano Montiferro, finora nessuno di essi era stato indagato con rigorosi criteri stratigrafici al fine di ricostruirne per sommi capi le vicende, né alcuno era stato interessato da un progetto di valorizzazione destinato alla pubblica fruizione.
Pertanto l’avvio dei lavori di scavo, consolidamento e valorizzazione del grande complesso di Nuracale segna l’apertura di un fronte assai impegnativo per il Comune e per la Soprintendenza Archeologica, che hanno concordemente impostato un programma integrato, mirato non solo all’acquisizione dei dati scientifici e storici concernenti la principale emergenza archeologica del territorio scanese ma anche a incentivarne lo sviluppo culturale ed economico. Anzi, il progetto non si limita al pur maestoso monumento nuragico e ai resti del grande insediamento antico che lo circonda, ma si dilata sino ai confini del grande parco archeologico-ambientale creato intorno ad essi ed esteso dalla sommità del pianoro basaltico al corso del Riu Mannu.
Il presente opuscoletto vuole presentare un sommario resoconto della prima campagna di scavi, protrattasi per ben otto mesi da aprile a dicembre del 2003.
Alessandro Usai
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