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Nuraghe Abbauddi

Il Nuraghe Abbauddi
di Giuseppe Pes

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Il territorio

Abbauddi è un sito particolarmente ricco di elementi di cultura materiale che testimonino la presenza dell’uomo nel territorio dal Neolitico all’età nuragica e fino ai giorni nostri.
E’ visibile a sinistra della statale 129 bis che collega Scano Montiferro a Macomer ed in direzione Macomer.
Il sito di Abbauddi comprende allo stato attuale una piccola necropoli composta di due piccole domus de janas, il nuraghe omonimo, attorno al quale si sviluppava il villaggio ed una vicina cava per l’estrazione di blocchi di roccia arenaria anche di notevoli dimensione(0,50 x 1,20 m.).
Si trova alla sommità di uno sperone di roccia arenaria dal quale domina la vallata sottostante attraversata dal rio Semus, affluente del rio Mannu ad un’altitudine di circa 425 m.s.l.m. ; tutto il territorio circostante è vigilato da una serie di nuraghi costruiti secondo il principio della visibilità reciproca. Troviamo a nord-est il vicino nuraghe Santa Barbara, posto a controllo del rio Cherchelighes, a sud-est il nuraghe Sulù(attivo ancora in epoca medioevale, come dimostrano le evidenze archeologiche che ivi giacciono), a sud il nuraghe Padra e a nord-ovest il nuraghe Salàggioro.

Il nuraghe Abbauddi

Si tratta di un nuraghe monotorre, costruito con grossi blocchi sbozzati e disposti a filari regolari. L’ingresso al monumento, alto circa 2,20 m., è rivolto a sud e culmina con un’architrave di grosse dimensioni. Una volta oltrepassata la soglia ci si immette in un corridoio alto circa 5 m. a sezione ogivale, in cui un grosso monolite inserito nella muratura a mezza altezza funge da architrave nella camera interna.
A sinistra nel corridoio d’ingresso vi è la consueta nicchia, mentre a destra troviamo l’imbocco per la scala d’andito, tuttora sgombra dai crolli che solitamente interessano questo genere di monumenti, e che conduce alla sommità del nuraghe, da cui è possibile vedere gli altri nuraghi della zona. Alcuni degli scalini sono rovinati dal crollo che ha interessato la parte sommitale del nuraghe ma sono tuttora funzionali.
La camera ha un diametro di 4 m. circa ed un’altezza di 8,50 m.; è intatta e mancano solo gli ultimi filari di pietre che chiudevano la tholos, che vennero sostituite dal cemento in tempi recenti. Ritroviamo nella camera le caratteristiche tre nicchie disposte asimmetricamente. L’altezza residua della torre è di 9 m. circa.

Il villaggio

In direzione sud rispetto al nuraghe e frontalmente al suo ingresso è possibile notare i fondi delle capanne nuragiche che componevano in villaggio. Di queste è visibile lo zoccolo di pietre a pianta circolare che faceva da base alle coperture lignee e straminee. Da ciò che rimane possiamo ricavare solo il diametro che le capanne dovevano avere in origine, e che si aggira intorno ai 5-6 m.
In prossimità del nuraghe in posizione nord-est rispetto a quest’ultimo è presente una roccia affiorante che potremmo definire altare “sacrificale”; reca infatti nella parte superiore un bacile di circa 0,20 m. di diametro per 0,10 di altezza, con un foro scolatoio laterale, che rimanda all’uso di sacrifici animali, che trova confronti nel resto dell’isola e nello stesso territorio di Scano.
A sud-est del nuraghe è presente anche una cava estrattiva di materiale lapideo utilizzato anche per l’edificazione del nuraghe; ritroviamo infatti le solcature ed i segni lasciati dai cunei durante le fasi di estrazione dei blocchi d’arenaria.

La necropoli

La necropoli di Abbauddi è composta da due domus de janas di piccole dimensioni, chiamate in dialetto sos Forrighesos dagli abitanti di Scano(P. LUTZU, 1922, p. 56).
La domus I dista una ventina di metri a nord-est dall’omonimo nuraghe ed è scavata su una parete di roccia arenaria. Si compone di un anticella ed una cella colmi di terra in buona parte. L’anticella è probabilmente priva della parte anteriore. La cella interna ha pianta ovale ed il soffitto a “forno” e sono visibili nelle pareti i segni dell’escavazione con picchi litici.
L’altra domus, denominata Abbauddi II, è ubicata ad una decina di metri a sud-est dell’omonimo nuraghe. E’ monocellulare, parzialmente ricolma di terra e presenta un portello d’ingresso rettangolare con gli angoli superiori arrotondati. La facciata esterna della domus è in parte erosa, ma si notano ancora leggermente le tracce della cornice che circoscrive il portello. Internamente la cella è di forma circolare anch’essa con soffitto a forno.



Conclusioni

Il sito di Abbauddi inizia la sua vita in età neolitica, come testimoniano i piccoli ipogei che compongono la necropoli, ma dei quali non abbiamo dati precisi; entrambe le domus infatti risultavano prive di materiale culturale già ai tempi dell’indagine del prof. Pietro Pes(P. PES, 1953-54, p. 60).
La presenza dell’uomo in età nuragica è comunque testimoniata dalla torre, che per la tecnica costruttiva già evoluta, la presenza della scala d’andito e la tholos con le pareti aggettanti, fa pensare che l’edificazione sia avvenuta presumibilmente durante l’età del bronzo recente, tra il 1300 ed il 1150 a.C.
La fertilità della regione, assicurata dal rio Semus a sud-ovest e dal rio Cherchelighes a nord-est, ha permesso inoltre la permanenza dell’uomo fino ai giorni nostri, e di conseguenza anche il nuraghe ha avuto nel corso del tempo una certa manutenzione, da ricovero per il bestiame a fienile in tempi recenti. Così anche la presenza delle capanne testimonia la presenza di un centro certo abitato, verosimilmente anche solo in modo stagionale, come avviene ancora oggi nelle cumbessìas presso i vari santuari della Sardegna (cumbessìas come nella vicina chiesetta di S. Barbara). Abbauddi probabilmente visse in contemporanea con la vicina Sulù e con gli altri nuraghi presenti nella zona.

Bibliografia

P. Lutzu, Il Montiferro, appunti storici, con più ampie notizie sul comune di Scano, Oristano, Tip. Pagani, 1922

P. Pes, Saggio di catalogo archeologico sul foglio 206 della Carta d’Italia, Quadrante IV, Tav. SE-SO, tesi di laurea, anno accademico 1953-54, Università degli Studi di Cagliari

M. Sequi, Nuraghi, Manuale per conoscere 90 grandi torri megalitiche della Sardegna, Robbiate(Como), Multigrafica, 1985

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