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Su Trimpanu e i messi feudali nella Scano Spagnola

Di Antoni Frore Motzo

“SU TRIMPANU” E I MESSI FEUDALI NELLA SCANO SPAGNOLA

“Su trimpanu” era uno strumento di guerra, in uso presso le popolazioni sarde dell’area centrale. Ce ne da una spiegazione dettagliata Pierluigi Montalbano:

“Originalissimo congegno fonico, usato dai malviventi in tutta la Sardegna, fino ai primi del secolo scorso, per disarcionare da cavallo i Carabinieri: consta di un cilindro di sughero rovesciato, con una sola base ricoperta da una membrana di pelle magrissima, ricavata scuoiando un cane morto di inedia, sulla quale scorre una treccia di crine di cavallo. Uno spago impeciato attraversa la membrana dall'esterno verso l'interno; sfregato con un pezzo di orbace, produce un rumore ruvido e stridente, che pur non venendo avvertito dalle persone che si trovano vicino invece sentito fino a 1.000 metri di distanza, specie se suonato di notte; la sua particolarit che capace di far innervosire in modo incredibile gli animali ed in particolar modo i cavalli”.

A Scano esiste tuttora una localit chiamata “Trimpanos”, uno stretto ed aspro valico tra irte colline, dove la leggenda narra che gli Scanesi attaccassero i messi feudali che, specie in et spagnola, spremevano duramente le popolazioni di tutta l’Isola.

In s’ ’Adde nostra, in cussos peales
intendia narrer da sos antzianos
massimu chi in sos tretos de “Trimpnos”
agrassaint sos missos feudales.

Cando a bidda beniant mortales
che corbos a isprupare inumanos
cun tassas sos poberos cristianos
gi carrigos de penas e de males.

Tando a tzocu ‘e trimpanu sos peddudos,
armados de ‘ertigatu e de frunda,
umiliaint sos dominadores.

E su ‘inari si che torraint atzudos
orgogliosos e aunidos in runda
ca no atzetaint meres ne signores.


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