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lunedì, 4 gennaio, 2010, 08:21 - Scano Organizza
Vorrei segnalare alla vostra attenzione la raccolta firme , promossa nel comune di Scano Montiferro (OR) dal Tzentru de Attividade Irs ( Indipendentzia Repubrica de Sardigna ) " Angelinu e Batore Corronca ", relativa alla sostituzione delle vie intitolate alla regia casata dei Savoia con personaggi illustri della storia scanese . Allego il volantino illustrativo della nostra iniziativa.Si puo aderire all'iniziativa firmando nei seguenti punti:
Bar "Aurora" di Renzo, Bar "La Pineta" di Sonia, Panificio Flore, Tabaccheria di Barbara e Tanuccio.
Sos Savoias ant tentu meda ite narrer cun sos Iscanesos . Sa linna de 'idda fuit meda apretziada in tota Europa pro bastimentos e navios. Tando Luigi Chiappe , impresariu zenovesu aiat otentu dae su guvernu de Turinu sa cuntzessione pro segare sas albures in su monte nostru in su 1821. Sos nostros , rapresentaos dae su Cunsizu Comunitativu, aiant protestau vivamente contras sa destrussione de sa foresta ma 'e badas, sende vanos sos increschimentos issoro. Tando in su 23 de s'otighentos sos Mannos, iant tragau fogu, brusiande tota canta sa foresta iscanesa pro no tzeder a custu vile ricatu. Pro no esser iscraos ant sacrificau sa fida insoro. Est unu grande esempru de dinnidade e de corazu in tempos metzanos e, creo , siet zustu chi nois lu connoschemus pro cumprender deabberu su caratere autenticu de custa zente fiera.Antoni Flore
Tzentru de Attividade Irs "Angelinu e Batore Corronca"
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Vittorio Emanuele, insulti ai sardi: I sardi? «Puzzano e basta». Leggi l'articolo de "L'Espresso"
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I giudizi di Vittorio Emanuele sui sardi sono implacabili e alcuni sono irriferibili: “Puzzano e basta”, dice ad un certo punto. Il suo assistente ribatte: “Sono figli di p… deficienti”. Leggi tutto
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domenica, 21 marzo, 2010, 03:03
Volevo controbattere a quello che Mario Cappai (penso sia il mio apprezzato professore di storia alle medie) ha scritto in questa discussione.Caro Mario,
Del tuo intervento apprezzo molto il tuo particolare punto di vista, specialmente per quanto riguarda l'analisi politica delle motivazioni che a tuo avviso hanno spinto e foraggiato un'iniziativa del genere.
Non che ci sia troppo da dire, e' un'evidente iconoclastia, come giustamente hai evidenziato, che ha meno a che vedere, per quanto tu possa pensare, con il revisionismo storico e con la cancellazione a posteri di una qualsiasi verita' storica, quanto piu' a semplici, e subdoli, riferimenti allo stato Italiano odierno come proiezione di una continuazione sabauda e l'istigazione al rifiuto del medesimo.
E' semplicemente, dal punto di vista politico, una ormai vecchia e collaudata licenza poetica: piu' di uno scrittore o commediografo ha cercato di "illuminare" i suoi contemporanei con metafore d'altri tempi. Vuoi che la politica, secoli dopo Dante, non se ne sia accorta?
Cos'e la storia se non quello che avviene ogni giorno mentre noi continuiamo a leggere i libri di storia?
Hai citato i talebani che hanno distrutto le statue del Buddha, hai menzionato e condannato il rifiuto e la negazione di tutto cio' che qualcuno, o piu' di uno, non accetta.
La storia e' fatta di questo: Vae Victis!
Io personalmente sogno uno spirito "talebano" come l'hai definito tu, in Italia, fuori la Chiesa dalle chiese (costruite anche dai tuoi antenati) e fuori questo colonialismo a cui ogni giorno siamo soggetti, dallo stato alla religione, passando per tutte le ipocrisie e gioghi che ogni giorno, sin da ragazzini, ci vengono imposte. Fuori le ipocrisie e i dogmi, fatti solo per aggiogare le persone al volere e all'interesse di quei pochi eletti (eletti da nessuno).
La storia e' piu' vecchia dei Savoia, ed e' fatta anche di persone su una collina duemila anni fa in Grecia a discutere di cosa sia giusto per la comunita', da cui nacque la democrazia, ma e' anche fatta di ghigliottine, da cui rinacque la democrazia.
I patrioti che trovarono rifugio e foraggio sotto i Savoia non sono da meno degli scienziati tedeschi e ebrei che fuggirono in America sotto il nazismo: facevano semplicemente comodo agli Americani. Come tutti gli altri "patrioti" della STASI che finivano in Germania Ovest durante la guerra fredda. Adesso sono tutti a pulire tazzine.
La storia si ripete, e' ciclica, ed e' la chiave per capire il presente. Non si puo' cancellare, come tu sostieni, e non c'e' il pericolo che avvenga.
Gli amministratori dell'epoca hanno deciso di dedicare le strade ai Savoia? questo non fa testo. Tutti i comuni d'italia hanno dedicato strade ai savoia cosi' come in tutte le colonie romane si edificavano archi di trionfo e monumenti ai vari imperatori. Il popolo nemmeno sapeva chi fossero.
Vittorio Emanuale ci e' mai passato a Scano? Se ci fosse passato probabilmente gli avrebbero dedicato un mausoleo, non una via, seduta stante.
Parli di morte e dolore per la costituzione dello stato, nessuno della famiglia savoia e' morto per questo. Anzi, non si sono nemmeno sporcati le scarpe, loro che ce le avevano, e la cosa piu' schifosa e' che a distanza di decine di anni nessuno di questa dinastia di parassiti e mentecatti abbia dimostrato un minimo di decenza pubblica nel riconoscere quello che gli e' stato regalato col costo del sangue e della miseria di milioni di Sardi e Italiani.
In questi tempi di globalizzazione, caro Mario, io ne farei molto volentieri a meno di clero, aristocrazia e plebe, e mi preoccuperei piu' della societa' reale che non ha bisogno di identificarsi, ancora, nel ceto piu' basso e miserabile per il gusto di assoggiogarsi all'ipocrisia storica e politica.
Ben vengano i talebanismi, e spero che non si limitino solo all'iconoclastia ma arrivino fino al riprendersi indietro tutta l'identita' e la ricchezza di cui siamo stati privati, storicamente, per secoli.
Vae victis...
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martedì, 23 febbraio, 2010, 16:19
Scrivo per sottoporre alcune considerazioni e riflessioni sulla raccolta di firme promossa di recente a Scano dalla locale sezione dell’I.R.S., per chiedere la cancellazione dalla toponomastica del paese dei nomi dei Savoia e in particolare di Vittorio Emanuele II e di Carlo Alberto, da sostituire con nomi di personalità scanesi del passato. La mia prima reazione è stata di irritazione e mi è subito venuta in mente per analogia la vicenda della distruzione delle statue dei Budda operata dai Talebani in Afghanistan! E già, perché al di là delle differenti modalità di realizzazione, attuata con la violenza quest’ultima, le due iniziative sono accomunate dalla stessa filosofia “ distruggere o eliminare tutto ciò, compresa la storia, che non rientra o contrasta con il mio modo di vedere, le mie idee, la mia religione o la mia ideologia politica”. I giovani dell’I.R.S. “freschi di studi” hanno divulgato per l’occasione un volantino in cui ripercorrono le “malefatte” dei Savoia, a partire da Vittorio Amedeo II e dei loro Viceré e ministri in Sardegna nella prima fase della loro dominazione, con la repressione delle rivolte antifeudali e la persecuzione dei patrioti, utilizzando però, bontà loro!, della storia solo ciò che è funzionale al progetto politico dell’I.R.S., che, come a tutti noto, è il distacco dell’isola dallo Stato italiano. Nessun accenno infatti alla storia “costituzionale” dei Savoia e in particolare alle vicende risorgimentali, come ad esempio al fatto che sotto Vittorio Emanuele II, nel Piemonte liberale, trovarono rifugio e protezione per vari lustri, da ogni parte d’Italia, patrioti perseguitati negli altri Stati retti da governi illiberali o autoritari e che al moto risorgimentale partecipò con entusiasmo anche la Sardegna. E no ragazzi così non va! La Storia non si può cancellare né mistificare! Altra cosa, e voi fate confusione con questo, è il giudizio morale su di essa che può essere nettamente negativo, ma che non la può cancellare, altrimenti si rischia di rimanere senza radici! Il vero progresso si attua solo contemperando innovazione e tradizione!
L’operazione in oggetto è altresì scorretta perché non tiene in alcuna considerazione il fatto che la scelta di intitolare le vie ai due sovrani fu presa da sindaci e consigli comunitativi del passato sulla scia delle vicende risorgimentali dell’ ‘800 cui guardarono con entusiasmo anche le popolazioni e la piccola e media borghesia dei nostri comuni. Bisogna perciò giudicare quelle scelte con prospettiva storica, non con gli “occhi dell’oggi” e quindi rispettarle. Meritoria è invece la volontà della sezione scanese dell’I.R.S. di riscoprire e valorizzare personaggi e fatti della storia locale, che si può realizzare però senza “distruggere” e si deve approfondire, allargandola a figure non solo ecclesiastiche, ma anche della storia civile del paese, meritevoli di ricordo. Pare dunque che il “virus” della cancellazione del passato, presente da tempo a Scano e attuata da decenni da privati e amministrazioni pubbliche, attraverso la distruzione dei suoi documenti materiali non abbia risparmiato i giovani dell’I.R.S.! L’ultima considerazione riguarda l’aspetto politico della vicenda anch’esso molto preoccupante, ancor più perché vede come protagonisti dei giovani: l’I.R.S propone la stessa politica della lega Nord di “frantumazione dello Stato” italiano, la cui costruzione è costata dolori , sangue e morte. E’ questa una politica “miope“e senza futuro, sopratutto per la Sardegna, in tempi di globalizzazione in cui si cerca di creare entità sovranazionali (Europa unita) e di associarsi per affrontarne le sfide, pena l’ininfluenza, la marginalità o ancor peggio la scomparsa.
Ringrazio dell’ospitalità e porgo Cordiali saluti.
Mario salvatore CAPPAI
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giovedì, 14 gennaio, 2010, 21:12
Purtroppo, e mi dispiace versmente, io non mi posso esporre, conosco tutti voi, e combatto tutti i giorni con persone invidiose. posso solo dire che moralmente sono vicinoa tutte le iniziative, io un ppaio di volte vi ho partecipato, con successo e con tante mie idee, ma purtroppo, mettersi a punta e lanza non mi e' convenutoUn abbraccio ohi a tutti
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mercoledì, 13 gennaio, 2010, 13:48
Uniti vinceremo, disuniti verremo sconfitti . Sta a noi scegliere ora, non domani cosa voler essere. Scanesi, Sardi, con un meraviglioso passato comune, condiviso, sede accogliente dei nostri affetti, della nostra dignità o anonimi figli bastardi di un'Italia che non ci ha mai contemplato nella sua storia comunitaria e nazionale, scarti per vocazione. Non è una causa dell’IRS questa ma di tutti il paese di Scano! É una lotta simbolo della nostra volontà ferma, fiera e decisa di resistere ed esistere come Popolo, come collettività storica viva non fossile a fronte di una cultura ufficiale che ci vorrebbe relegare ad una inanime dimensione museale, all’oblio polveroso di squallide biblioteche. Chiunque dice che questo non è possibile è PERCHÉ NON LO VUOLE, nascondendo il suo dissenso dietro vane ed inutili questioni burocratiche e legali (non mi riferisco a te Tore, alla tua palese bontà di intenti). Chiunque sostiene che i Savoia hanno fatto del bene a Scano o alla Sardegna è un MISTIFICATORE e continua a perpetrare, scientemente, il genocidio culturale e morale del Popolo Sardo. Queste mie parole non giudicano la persone, che universalmente rispetto, ma le idee emerse in questo dibattito. Vorrei fosse più chiaro: le opinioni, in quanti tali, sono opinabili ed oggetto della dialettica verbale ed intellettuale non le dignità individuali. Senza conoscenza non può sussistere coscienza, senza radici l’albero cadrà al primo turbine invernale. Riconciliamoci con noi stessi, con la nostra eredità per essere veramente liberi, sereni, aperti al mondo ed alla vita.Fortza Paris
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lunedì, 11 gennaio, 2010, 21:50
Assolutamente d'accordo chon Ghiacceddu...solidale con Tore, comunque ho una cugina e diversi amici che parte degli studi li hanno compiuti in un nuraghe e grazie a loro ho potuto conoscerli meglio anch'io.Volevo rispondere ad alcuni "richiami": vi assicuro che non è mia intenzione fare l'investigatore, semplicemente se qualche anonimo propone o suggerisce, m'interessa conoscere la fonte per uscire dalla formula "parole" ed entrare nella formula "azioni", se questo non è possibile, nessun problema, ho solo chiesto, non investigo niente.
Credo che chi parla scrivendo il proprio nome si assuma una grande responsabilità e le sue parole siano più attendibili. Niente di più.
Grazie comunque delle precisazioni
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lunedì, 11 gennaio, 2010, 19:35
Secondo me la cosa è fattibile. Non sono un esperto e non conosco tutte le procedure, ma ritengo che sia possibile per il semplice fatto che è già stato fatta da altre parti (ad es., in Sardegna, a Nuoro, Bitti, Galtellì).Per quanto riguarda il cartello di "Iscanu", non credo sia il caso di organizzare una petizione. Infatti in questo caso la soluzione è molto più semplice: con la prossima amministrazione (che, a giudicare dalla vox populi, non sarà certo la stessa che abbiamo ora)probabilmente vedremo il ritorno del cartello in sardo. Fino a quel momento, per me, le cose possono restare come sono, con il cartello completato con la vernice spray, a vergogna dell'attuale amministrazione e a testimonianza della rivolta della popolazione contro quest'ingiustizia (come ha già detto Antonio).
Se poi la prossima amministrazione dovesse deludere queste aspettative, allora si farà la petizione e si intraprenderanno tutte le azioni perché le cose tornino a posto (anche se inizia a piacermi questo cartello "aggiustato"...ha una sua storia!).
Per quanto riguarda i nomi delle vie, anche in questo caso non credo che qualcuno abbia mai contato sulla sensibilità dell'attuale amministrazione sul tema. Ma l'iniziativa non ha una scadenza e probabilmente, anche questa, potrà realizzarsi solo con un'altra amministrazione.
Si tratta solo di aspettare un altro annetto. Poi vedremo...
P.S. Tore, quell'illuminato amministratore non merita neanche la risposta. Certo che se i figli li manda a studiare dove ha studiato lui...
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lunedì, 11 gennaio, 2010, 18:41
Molto interessante la notizia riportata da Nenaldu.Giusto per ridere (ma non troppo), con tutti i distinguo del caso, immaginate se le strade dedicate a quei personaggi anzichè essere in Francia fossero state in Africa, (ad es. in qualche città della Liberia)! Cosa aremmo pensato della popolazione del luogo?
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lunedì, 11 gennaio, 2010, 18:26
Vedo con piacere che l'argomento ha suscitato grandi discussioni.Volevo fare qualche appunto:
1)Rimanere anonimi e un diritto di chiunque voglia postare dei commenti pertinenti alla discussione e non contengano insulti od offese a nessuno. Come ha ricordato Nenardu la volta precedente un'altra persona e voluta rimanere anonima e vi assicuro che ne aveva tutti i motivi. A volte a qualcuno puo sembrare una vigliaccata ma non e sempre cosi, ci sono ragioni che non tutti possono capire nell'immediato.
2)Cerchiamo di essere piu sintetici nei commenti in modo che la lettura non sia dispersiva e pesante, casomai segnalando i link per l'approfondimento. Capisco che a volte si hanno tante cose da dire ma almeno proviamoci
3) Benchè abbia ovviamente aderito all'iniziativa, credo che la fattibilità della cosa sia molto complicata anche se non impossibile, perche ad esempio causerebbe problemi anche ad eventuali possessori di Partita Iva che dovrebbero cambiare ragione sociale, timbri ricevute, comunicare a fornitori e clienti la modifica ecc. con relativo costo in denaro.
4) Un'altro problema è il trovare un'amministrazione comunale disposta ad intraprendere questo percorso di modifiche. E qui direi che quantomeno bisognerebbe aspettare le prossime elezioni comunali visto che l'amministrazione attuale non si e neppure preoccupata di dare spiegazioni sulla rimozione del cartello Iscanu. E qui volevo arrivare. Mi fa molto piacere l'attivismo dei giovani dell'IRS di cui condivido molte idee e molte altre no, ma mi e molto dispiaciuto che non si siano mobilitati allo stesso modo (ad esempio una raccolta firme, oltre a coloro che hanno inviato l'email al sindaco) per riappropriarci del nome del nostro paese. Quindi rilancio la palla sull'argomento e vi chiedo di ORGANIZZARCI in tal proposito visto che questa e una battaglia molto piu semplice da vincere.
Sempre a questo proposito vorrei chiedere all' amministratore comunale che mi ha "mandato a dire" che io e tutti coloro che si battono per riavere il nome in limba del proprio paese dovremmo mandare i nostri figli a studiare in un nuraghe mentre lui li manderà in una universita italiana: "Per italiana intendevi del continente-penisola e consideri le universita che ci sono in Sardegna troppo poco "IN" per il tuo rango sociale?
I miei figli andranno a studiare dove vorranno loro e dove potro permettermi io con il mio lavoro. Di certo gli insegnero che il Sardo è un patrimonio culturale e non una "GREZZATA"
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lunedì, 11 gennaio, 2010, 12:43
I nostri cugini lussurgesi furono tra i protagonisti primi della lotta di redenzione angioina, la Sarda Rivoluzione, di marca antifeudale ed indipendentista, che infiammò l’isola di Sardegna tra la fine del XVIII° secolo e i primi anni del XIX°. Propongo all’attenzione dei lettori il seguente passo : “In una lettera dell’8 ottobre del 1799 diretta da Carlo Felice al fratello Placido Benedetto duca di Moriena, governatore di Sassari, è contenuto un lamento del mittente per il poco rispetto dei lussurgesi verso il duca esprimendo sentimenti di odio così profondo da progettarne lo sterminio : «Ce sont des gueux parce qu’ il n’ont pas bien reçu un homme aussì precieux que toi. Je compte d’envoyer d’ordre qu’on demolisse tout le village, qu’il ne reste plus pierre sur pierre et tous le abitants passés au fil de l’epée. Oh, ma bela masnà, si tu savais mon angoisse et mon agitation et collera contre ces noiòs qui vouloient encore me persuader hier au soir qui tu n’étois pas partì jeudi : tout cela parce qu’ils veulent que se sois ici comme le Doge de Venise». ecc. Questa lettera, in cui Carlo Felice mise a nudo il suo animo e la sua collera contro i lussurgesi per i quali pensò di diroccare le loro case fino a non restare pietra su pietra, per poi passarli a fil di spada tutti, indistintamente, ci rivela la perversità e la bassezza di animo di questo nemico dei sardi, negatore di ogni slancio di libertà. Questa lettera spiegherà l’odio implacabile che Carlo Felice da Vicerè eda re ebbe verso i rivoluzionari lussurgesi che, da par loro, non mancheranno di ricambiargli con pari riguardo”.
Felice Cherchi Paba, Don Michele Obino e i moti antifeudali lussurgesi (1796-1803), Editrice Sarda Fossataro, Cagliari 1969.
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lunedì, 11 gennaio, 2010, 11:20
L'altro giorno guardando il telegiornale un servizio a attirato la mia attenzione : un'assocciazione di Bordeaux vuole sbattezzare un certo numero di strade a Bordeaux,Nantes,Le Havre e La Rochelle , perché sono intitolate a dei mercanti di schiavi che hanno fatto la fortuna delle città sopracitate.Le risposte delle diverse amministrazioni comunali sono state negative.Sono delle città che da qualche hanno stanno facendo un mea culpa con diverse manifestazione,iniziative e dei musei sulla tratta degli schiavi e sul mercato triangolare:le navi vuote partivano da queste citta, arrivavano in Africa caricavano gli schiavi che poi sfruttavano nelle piantagioni di cotone,canna da zucchero,ecc,ecc... e rientravano con le navi cariche di merci in Europa.(sito internet:DiverCités.Mi dispiace ma é in francese).Stanno risvegliando la loro memoria di un passato triste delle loro citta,lo stanno assumendo.Voi state facendo la stessa cosa, e per questo vi congratulo,ma se cambiate i nomi delle vie,tra qualche tempo nessuno si ricordera della vostra azione .Perché non prendere spunto da qualcuno che ha proposto di mettere a fianco del nome delle via un'altro cartello con qualche spiegazione sul personaggio e il contesto storico.Aiutera meglio a conoscere il passato del proprio paese.Giustamente, penso che siate d'accordo che il contesto dell'epoca era un'altro,le famiglie reali avevano sete di espansione e con i matrimoni tra le diverse caste in Europa , pur di arrivare al proprio scopo, si facevano la guerra tra di loro .Non sono molto forte in storia come Frantziscu ma penso che l'idea sia abbastanza chiara.Reinsisto nell'affermare che la vostra iniziativa é interessante ma il fatto di sostituire i cartelli sono contro.Un'ultima idea anche se banale,molto americana: perché non mettere dei numeri nelle vie come a New-York.Scusate, mi piace scherzare.Per concludere volevo dire ad Antonio Dettori che in un forum deve anche accettare l'intervento delle persone con un pseudonimo e non serve a niente fare l'investigatore per sapere chi sia.Certo in un paese dove tutti si conoscono vogliamo sapere chi sia, l'intervento di Astrago é stato corretto e senza offesa per nessuno.Ho fatto lo stesso errore qualche tempo fà con una certo Bolly:sbagliando s'impara.Ciao a tutti
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domenica, 10 gennaio, 2010, 23:32
(Per chi ha letto la risposta del monarchico ad Antonio Flore, su L'Unione Sarda)La vicenda che ho ricordato nel mio ultimo intervento (che è precedente a quella degli speculatori genovesi e dell'incendio) è indicativa di quanto i Savoia avessero intenzione di creare industrializzazione QUI A SCANO. La legna fu trasportata a Tolone per fare bastimenti...altro che mobilificio a Scano!!!
E nel resto della Sardegna le poche piccole cose che hanno fatto non valgono a ripagarci di quanto hanno preso e del male che hanno compiuto (come ho già detto 2 commenti fa).
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domenica, 10 gennaio, 2010, 15:11
Astrago, ci muoviamo e ci siamo mossi per fare cose a Scano, ma tu chi sei? Puoi dichiararti? Così sappiamo da dove viene il prezioso suggerimento e possiamo coinvolgerti a fare iniziative. Inoltre qualcosa la si crea, c'è la Proloco che ogni tanto organizza, i comitati per le feste, s'ufitziu de sa limba sarda, l'ex gruppo sperimentale e gruppi spontanei di giovani (rattatuglia, antiocomilia&friends...)A Scano, purtrppo, si verifica la cosiddetta "fuga dei cervelli". Sai quanti laureati in beni culturali avrebbero pututo lavorare per valorizzare i siti archeologici coinvolgendo tutta lacomunità in iniziative interessanti? Sai quanti giovani si interessano alle nostre montagne, alla nostra vegetazione e potrebbero valorizzarle e creare un movimento di persone sia scanesi che forestiere? Sai quante laureate in scienze dell'educazione ci sono che devono cercare lavoro a Cuglieri, Macomer, Bosa se non direttamente trasferirsi mentre a Scano giovani e bambini hanno come punti di riferimento solo scuola e catechismo?(perchè a Scano funziona solo il volontariato - neanche più la leva che non chiedeva soldi a nessuno ma nessuno, compreso il comune che ha i locali li presta o affitta per i balli, unica famosa iniziativa scanese).
Pochi anni fa' abbiamo realizzato insieme a tante persone diverse iniziative sociali-culturali-pedagogiche e turistiche che coinvolgevano la popolazione sia in termini di svago che in termini di "occupazione" (non "posto di lavoro" ma occasione per prestare le proprie capacità in cambio di un compenso). E'stato finianziato dal GAL Montiferru e in parte dal Comune.Il progetto si è concluso agli inizi del 2008. Le persone che parteciparono alla realizzazione sono sempre disponibili al lavoro ma non ricevono rihieste.
Io personalmente sono uscito un po'bruciato dal rapporto creatosi con una parte dell'amministrazione, perciò continuo a realizzare questo genere di cose fuori da Scano, tutto intorno fino a Nuoro,per lavoro e per svago, tanto è lì che passo la maggior parte del tempo. A Scano ho poco input, ma ci sto per passare un po' di tempo con amici o parenti , per godermi la tranquillità e per dormire:-).
Però sono d'accordo con te. Se ti fai vivo si può proporre qualcosa che risvegli la bidda aldilà di questa interessante raccolta firme.
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domenica, 10 gennaio, 2010, 08:38
Apprezzabile il movimento per queste iniziative, pero' ragazzi, non sarebbe meglio tirare fuori le palle e nuove iniziative per far riprendere il nostro paese caduto in un letargo molto pesante, senza crazione di benessere e di produttivita'... uniamoci nel combattere le invidie, aiutiamo chi gia' opera nell'economia del paese, e CREIAMO QUALCOSA DI CONCRETO....ascoltando precedenti amministratori, una ventina di anni fa, paesi come santulussurgiu e seneghe, dicevano di noi, che ervamo veramente un bel paese, avanti con iniziative e proposte; ORA, non possiamo dire altrimenti, non abbiamo nulla, creato nulla, abbiamo voglia di gridare al mondo chi su casizzolu este iscanesu, il lussurgese, e' riuscito a venderlo e a vendersi, come il vino, i coltelli, il mirto ecc ecc.
QUESTO E' IL MIO SEMPLICISSIMO PARERE, RISPETTO LE INIZIATIVE DELL'IRS, MA VISTO CHE SIETE PERSONE COSI' PREPARATE ED INTELLIGENTI (COMPRESO TUTTI QUELLI CHE HANNO SCRITTO NEL FORUM), BUTTIAMO GIU IDEE ED INIZIATIVE PER FAR SCOPRIRE LA NOSTRA COMUNITA' ISCANU
COMPLIMENTI A TUTTI, E BUONA NEVICATA
PS, UN SALUTO A GIGI, CHE DALLA DISTANZA SI UNISCE SEMPRE PER DISCUTERE LE NOSTRE PROBLEMATICHE
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sabato, 9 gennaio, 2010, 18:12
No, nessuno si è svegliato un bel mattino e di punto in bianco ha deciso di fare una crociata. Anzi, rispetto ad altri luoghi della Sardegna e dell'Italia, nei quali ci sono state iniziative simili, si può notare che a Scano l'iniziativa è stata frutto di una riflessione a mente fredda e di una serena presa di coscienza della propria storia. Infatti, spesso queste iniziative sono state assunte come una reazione rabbiosa e immediata a qualche brutta uscita degli attuali Savoia (insulti ai sardi o richista di risarcimento all'Italia per il periodo in esilio). Tutto qui! A Scano invece l'iniziativa è stata lanciata a distanza da quegli eventi, quando le acque si erano calmate e il sangue (bollente per gli insulti ricevuti) si era ormai raffreddato. Questo dovrebbe bastare a far capire che questa non è stata un'iniziativa improvvisa né umorale ma BEN MEDITATA!Le firme son 200 (già 200) PER ORA. Ma ancora non si è fatto niente più che mettere i moduli sul bancone di bar e tabbacchini. Se iniziassimo a girare per raccogliere le firme il loro numero crescerebbe rapidamente. Infatti se si parla con la gente si nota che la stragrande maggioranza degli scanesi è favorevole (benchè, giustamente, non la considerino una questione di vitale importanza).
Già che si è parlato di Carlo Felice, voglio aggiungere una cosa che riporto dal libro di Maddalena Dettori "Scano di Montiferro, realtà e prospettive", pag. 182, e che si aggiunge a quanto già detto da Antonio sul danno che i Savoia fecero alle montagne di Scano.
"Una vera e propria deturpazione del territorio si ebbe nel 1818, quando il Viceré Conte Don Ignazio Thaon-Revel di Pratoburgo, delegato a tale incarico da Carlo Felice, concesse il taglio di 7500 querce secolari nella foresta di Scano Montiferro, infeudata al duca San Giovanni, che riscosse due Lire sarde per pianta. Il legname fu imbarcato nel 1819 da Santa Caterina di Pitinuri e trasportato a Tolone, dove fu stimato di qualità superiore a qualsiasi altro ed impiegato nella costruzione di imbarcazioni."
N.B. Nessuno fra gli altri dominatori danneggiò il monte di Scano. Solo loro!!!
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sabato, 9 gennaio, 2010, 16:55
Nenaldu, potrei rispondere dicendoti di andare a rileggere il mio precedente commento: si presta benissimo a replicare al tuo nuovo intervento, che non fa altro che ripetere cose già dette nel vecchio (con simili giochetti) e a cui si è già data ampia risposta da parte mia e di altri. Perché, se mi fa piacere scambiare pareri, non ho voglia di stare a ripetere le stesse cose all'infinito!Comunque non resisto...un paio di cose le voglio dire:
1)Nella storia persino la peste ha fatto "del male ma anche del bene" (ottimo rimedio contro le carestie: diminuiva la popolazione e c'era più cibo per i sopravvissuti)! Le dedichiamo una via?
2)Adesso ti spiego come funziona nel caso del "BENE" o dei "PONTI" di cui parli: io, dominatore, prendo 1000 dalle tue tasche con la forza (senza esitare a ricorrere alla violenza più feroce) e poi ne uso 10 per costruire un ponte (o un'altra cosa) che è funzionale ai miei interessi, facendoti credere (se non sei tanto sveglio) che lo sto facendo PER TE o addirittura che è UN REGALO! Oppure ti faccio lavorare come un mulo per rubarti le risorse che da sempre ti appartengono, trattandoti come uno straccio, ma...a fine giornata ti lascio un pezzo di pane PERCHE’ SONO BUONO (tipica logica FANTOZZIANA)! Leggiamo i libri di storia: parlano di una popolazione schiacciata dai tributi e rapinata delle proprie risorse. Ci fanno un ponte? GRAZIE AL XXXXX!!!
C'è da dire, purtroppo, che la questione è ancora attuale (vedi la miniera d'oro di Furtei, che ha lasciato solo danni, o il "furto del vento"). Quando ci sveglieremo?
3)Per ricordare qualcosa si fa il nodo al fazzoletto, non si intitolano le vie!
Sul perché dell'intitolazione delle vie ti ho già risposto e ti rimando al mio precedente commento.
4)"Bella o brutta che sia,sempere istoria este"...quindi cosa facciamo? Già che ci siamo, mi sa che organizziamo altre petizioni per dedicare vie del paese a Mussolini, Hitler, Milošević, ecc. Tanto, "Bella o brutta che sia,sempere istoria este"!! E perché non dedicare l'asilo a Erode?
5)CHI E' CHE DISCREDITA CHI????? Secondo me discredita Scano e la Sardegna avere le vie intitolate ai Savoia! Non sto a prendermela con gli autori ma dico apertamente che fu UN ERRORE e che è ora di porvi rimedio. Inoltre se quel gesto poteva essere comprensibile, forse, quando fu compiuto, oggi non abbiamo nessun motivo per mantenere inalterata la situazione che ha creato. Ora non so come e quando sia avvenuto a Scano (ma mi informerò), ma c’è da dire che molto spesso non si è trattato di una scelta del tutto spontanea. Ad esempio, leggendo una notizia del 2007 dall’archivio di Repubblica, apprendo da un ex assessore di Copertino, nel Salento, dove è stata promossa una simile iniziativa (con altre motivazioni), che "La questione delle strade intitolate ai Savoia nacque nei primi anni della nostra Repubblica quando i prefetti di città e paesi, proprio per cercare di ricucire lo strappo storico fra la casa reale e la nazione, consigliarono di dedicare piazze e vie ai Savoia." ---Vedi sito: http://ricerca.repubblica.it/repubblica
E immagino che un consiglio del prefetto fosse qualcosa di più di un consiglio della nonna!
Non so se a Scano le cose siano andate nello stesso modo o se le motivazioni siano state altre. Ma di sicuro noi, oggi, non siamo obbligati a sentirci vincolati a scelte del passato, assunte in base a motivazioni contingenti, comunque legate a quel particolare periodo storico. Motivazioni che oggi sono del tutto inconsistenti. Altrimenti, se per ogni cosa iniziamo a considerare il passato come una catena alla quale bisogna restare legati……..BUONANOTTE!!!
Andando oltre la questione delle vie, io non mi spiego perché noi sardi spesso ragioniamo al rovescio: cose e reazioni che a qualsiasi altro popolo del mondo sembrerebbero NORMALI, a noi paiono strane o addirittura ESTREME. Ogni popolo dedica le proprie vie, strade, piazze, scuole, ecc, AI PROPRI EROI, non ai propri dominatori. Noi invece cerchiamo sempre di trovare delle giustificazioni ai nostri aguzzini per il male che ci hanno fatto, manco fossimo i loro avvocati. A volte addirittura ci identifichiamo con essi!
Ma cosa abbiamo la sindrome di Stoccolma???
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venerdì, 8 gennaio, 2010, 23:25
Ciao a tutti i partecipanti alla discussione,e in modo particolare a Giuanne Biccai.Giratevi intorno a voi,i Savoia sono spariti dalla circolazione,c'é solo qualche reperto archeologico del passato:Vittorio e su fizzu.E sopratutto ignoranti perché offendono i sardi.Hol'impressione che un bel mattino qualcuno di voi si é svegliato con il pallino dei Savoia in testa,e decide di fare una crociata.I vostri argomenti,la vostra ricerca storica,il fatto di conoscere il proprio passato,mi stanno anche bene.Avete il merito di farmi interessare alla storia della Sardegna.Sono un po preoccupato del fatto di non essere daccordo con qualche persona in piu , e di essere soltanto in due,insieme ad Anna.Ma,200 firme, mi rincuora, non sono la maggioranza della comunita di Scano.Insisto: state vivendo con i fantasmi del passato.Scusate se ho avuto la presunzione di farmi riconoscere facilmente firmando Nenaldu il mio intervento,non tutti mi conoscono. Tantos saludos .
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venerdì, 8 gennaio, 2010, 23:17
Grazie Sig. Nenaldu per essersi dichiarato, per la foto non c'è l'importo. Il mio commento si riferiva al fatto che spesso, non dichiarando la propria identità, tante persone possono scrivere delle cose giusto per provocare, tanto dopo non le conosce nessuno... infatti avrei potuto pensare a Nenaldu Da Vinci o Nenaldu di Caprio, se non avesse scritto il cognome, di questo la ringrazio.
Mentre non credo che i suoi continui giudizi e/o consigli ("...potete fare il giro della Sardegna e ribattezzare la Carlo Felice,e a Carloforte ,cittadina creata dai Savoia,ecc..... Cancellare la storia non serve a niente, discreditate la vecchia amministazione comunale che ha voluto battezzare le vie con i nomi dei Savoia.Sono contro gli estremismi,la vostra problematica ne fa parte, e non servira anche culturalmente parlando,per come dite voi,a risolverla..."), abbastanza avventati e talvolta fuori luogo, possano giovare ad un confronto regolare, perciò potrebbe leggere in modo più attivo ed efficace prima di ribattere, che ne pensa? Anche perchè, come potrà leggere in ogni commento scritto dopo il suo, nessuno ha intenzione di riscrivere la storia, alcuni, gentilmente, al massimo l'hanno trascritta su questo forum per permettere a tanti (informati di una sola parte di essa), di conoscere importanti pagine di quella scanese e sarda... un po' come dice lei: "scrivetene una migliore,saro il primo ad aiutarvi". Allora ci aiuti mostrando un minimo di interesse a chi divulga queste pagine che rischiano l'oblio.
IRS non nasce a Scano, ma ci cresce bene, tornando sul sito di iRS, potrà comprendere meglio di che si tratta, a mio parere è molto utile per tantissimi aspetti (cultura, identità, beni naturali e culturali, economia...)
Infine mi permetta di sottolineare come lei stesso abbia omesso la povera regina Elena nominando Carrela'e Funtana; forse, nonostante si cerchi di cambiare queste intitolazioni, effettivamente non sono ancora entrate bene, e levarle non creerà una grande confusione.
Torro sos saludos e a menzus lègere:-)
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venerdì, 8 gennaio, 2010, 22:05
Capisco e apprezzo il parere espresso da Nenaldu, che saluto, in quanto anche un "ma e' passato tanto tempo e poi chissenefrega di rispolverare queste discussioni" fa bene, e molto, ad una discussione come quella che sta prendendo forma su questo sito.La mia posizione in merito penso sia chiara, anzi, non so se sia piu fastidioso il fatto che non abbiano ghigliottinato o almeno fucilato, ai suoi tempi, questa stirpe di bastardi (il pettegolezzo impone che siano figli di un macellaio che si fotteva una della casata reale, tanto per ricambiare i complimenti al "principe") e il buon senso impone che nessuno sia piu' "nobile" di altri... soprattutto dei re e delle regine che non sono rinomati per essere alla pari di Salomone... anzi, dei morti di fame e ladri che al giorno attuale sono tutt'ora morti di fame e ladri (vedi la recente inchiesta del giudice di Potenza Woodcock).
Di cosa stanno campando al momento questi "signori"? pensate che il "principino" si sia sporcato le mani a fare un qualsiasi lavoro nel frattempo? Hanno anche chiesto un risarcimento di 290 milioni di euro per il loro "povero" esilio e il fatto che il "principino" e' stato costretto a studiare in un collegio in svizzera...
Beru po deusu si l'attoppo a pare li fatto mandigare sa maniga 'e sa cavana e una paggia de bottinos betzos puru!
Se non siete troppo convinti su questo signor Pala (che nessuno, piu' o meno, sa chi sia a Scano) dedicate la via a Gaetano Bresci (che una cosa buona l'ha fatta nella sua vita) o a Michele Schirru (che almeno ci ha provato)o a Robespierre (lui e Bresci l'avrebbero cambiata la storia d'Italia) o chiamatela semplicemente "Via i Savoia da Scano" cosi' almeno chi ci passa e lo vede si fa due risate.
Tenidebos contu,
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venerdì, 8 gennaio, 2010, 21:42
Mi fa piacere che Nenaldu non sia uno pseudonimo ma il tuo vero nome, sai com'è, in questi casi si fraintende sempre specialmente sui forum quindiMi fa anche piacere che ti sia documentato su iRS e spero che sia anche chiaro il significato che assume in questa iniziativa, l'ho spiegato nell'altro intervento qui sotto.
Volevo dirti che per prima cosa il villaggio di Carloforte è stato fondato verso la metà XVIII secolo trasferendo dalla città di Tabarka in Tunisia una branca di popolazione(di origine ligure), villaggio creato dai sabaudi per colonizzare le terre di Sardegna non ancora abitate e quindi a questi intitolato, non vedo dove sia il problema e tanto meno perchè dovremo ribattezzarla se loro l'hanno fatto e se l'hanno dedicato.
Ad ogni modo...per quanto riguarda la carlo felice ti dico che alla tua proposta di ribattezzarla sarei d'accordissimo, la motivazione è la stessa per la quale si sta portando avanti questa iniziativa, ossia quella di rimpiazzare queste vie con personaggi illustri e degni di nota appartenenti alla nostra storia che verrebbero altrimenti dimenticati! poi ripeto, nessuno vuole cancellare la storia, o credi che dimenticheremo i savoia se tolti dalle vie?sono scuse no?
Un'altra cosa, non si scredita assolutamente l'operato della vecchia amministrazione anche perchè non ce n'era una vera e propria! quando vennero intitolate queste vie, ai primi del '900 si era ancora nel regno d'italia e venivano incaricate delle unità regie...qui lascio spazio alla riflessione...
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venerdì, 8 gennaio, 2010, 18:11
....certamente cambiare le vie del nostro paese intitolate ai savoia,non cambia la storia,appunto perchè è storia,al massimo la si può rinnegare.A me personalmente che le cambino o le lascino,poco m'importa,anche perchè non ho mai pensato a queste vie come un omaggio ai nostri ex...regali regnanti,ma a gente comune,gente mortale...come noi.Però,se poi penso all'illustre rampollo, in quel di Baia coda Cavallo quando disse che noi sardi siamo degli animali e...puzziamo, sicuramente non mi ha fatto piacere,come penso a tutto il popolo sardo,e personalmente se ho dell'astio nei confronti dei savoia,cè l'ho proprio con quell'essere limaccioso,perchè, non ricordo più la storia del regno d'Italia,non ricordo cos'hanno combinato,non sono più iformato... manco da tanto dai banchi di scuola.Volevo dire al sig.Nenaldu:stiamo parlando di una cosa che riguarda tutta la nostra comunità,e se ne può parlare tranquillamente e serenamente,tanto non facciamo del male a nessuno,allora perchè usare questi pseudonimi?e non il nome e cognome?poi cosa c'entra Alghero ,le sue torri, le vie ,i Bunker ,i Nuraghi,queste sono altre cose ,che non ci riguardano.Non so chi sia questo Salvatore Pala,mi hanno detto un religioso,passato a miglior vita secoli fà,che nessuno di noi ha mai conosciuto,forse ha compiuto gesta eroiche,non sò.però,se proprio dobbiamo intitolare le vie a dei religiosi,ricordiamoci che a Scano ne abbiamo avuto di più recenti,che, forse non avranno fatto miracoli,però hanno fatto del bene alla comunità.buon anno a tutti
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venerdì, 8 gennaio, 2010, 16:03
"Ben altri problemi ci sono!!" Caro Nenaldu, dice bene Antioco, posto che ci siano problemi ben più importanti, questa è un'iniziativa concreta e mirata ad uno specifico obbiettivo, a cui, invece di criticare, si può essere semplicemente d'accordo oppure no, e tutto finisce là. E bada bene, Anna, che si sta tutt'altro che cancellando o rifiutando la storia! Bensì la si sta riprendendo in mano e rivalutando in modo obiettivo e decisamente più dignitoso per noi Sardi e sopratutto per noi Scanesi! Ma quale altro popolo continua a dedicare le strade a persone protagoniste e causa del periodo più nero e sanguinario della propria storia?? Inoltre, credo che tu Nenaldu stia sottovalutando l'importanza e il senso dell'iniziativa! Noi vogliamo ricordare persone illustri di Scano, altrimenti dimenticate, che veramente meritano di comparire nelle nostre vie. E da qui che parte un processo di ripresa di coscienza di chi siamo stati in passato, siamo ora e vogliamo essere in futuro!! E non vuole essere un concetto astratto e filosofico, ma un cambiamento che veramente influirà in positivo e concretamente sulla nostra quotidianità!! Aggiungo che le notizie scritte sul volantino, non sono fantasie scritte "giusto per giustificare che questi qua non ci piacciono", ma sono al contrario frutto di ricerche e testimonianze concrete "non da sussidiario", fruibili a tutti come dice Frantziscu.Se è il cambiamento che ci spaventa, rischiamo veramente di sparire come popolo!
Ma il vento si sta rialzando...
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venerdì, 8 gennaio, 2010, 14:15
ISCANESOS ABBERIMOS SOS OGIOS !10/05/2005 Ismentighende sa die de sa Sardinnia
Francesco Cilocco, un eroe dimenticato
de Fabritziu Dettori
I festeggiamenti per «Sa die de sa Sardigna» sono la spinta per diffondere la storia del Popolo Sardo. Lo scopo è di risardizzare i sardi, affinché prendano coscienza di appartenere ad una vera e propria Nazione, la quale nel corso della sua storia ha avuto tantissimi patrioti che hanno lottato fino alla morte per la sua indipendenza. Per rimanere attinenti alla gloriosa, seppur effimera, giornata del 28 aprile 1794, di cui i legislatori sardi si sono ispirati nel 1993 per celebrare una giornata storica per il Popolo Sardo, presentiamo la storia dimenticata, ma anche rimossa, di Francesco Cilocco. Un Patriota per eccellenza che a tutt’oggi simboleggia la resistenza contro l’oppressione e che forse pagò più degli altri Patrioti coevi la sua fedeltà alla Patria Sarda. Francesco Cilocco nacque a Cagliari il 20 dicembre 1769, di professione era notaio e fu un militante antipiemontese, antifeudale e repubblicano con « Capacità non comuni di organizzazione politico e militare» (Federico Francioni: «Per una storia segreta della Sardegna fra Settecento e Ottocento» ). Il suo carisma, dovuto alla formidabile intelligenza e alle doti di oratore, lo portò fisiologicamente ad essere il condottiero della lotta di liberazione nazionale che divampava ovunque in quegl’anni in Sardegna. Era un uomo che il potere savoiardo non poteva comprare perché la sua fede patriottica era cristallina. Animatore dei moti antipiemontesi del 1794, giornata memorabile in cui tutti gli italiani di allora furono arrestati ed espulsi dalla Sardegna, infuocava gli animi di un popolo oppresso dalla tirannia. Il nostro eroe natzionale assunse un ruolo sempre più importante in questo periodo rivoluzionario. Nel dicembre del 1795 è, infatti, capitano, insieme a Giuachino Mundula, un altro eroe, di un esercito popolare di 13000 persone, provenienti da numerosi paesi del Logudoro, che assediò, il giorno 27, Sassari per arrestare i feudatari. Grazie anche all’insurrezione degli zappatori sassaresi contro «li cani magnadori», le porte delle mura furono aperte due giorni dopo. Cilocco fu accolto trionfante nella «Postha Noba», ma i nemici riuscirono a scappare nottetempo, forse attraverso i tanti cunicoli sotterranei che portavano fuori della città.
La rivoluzione non si compì e gli anni che seguirono furono segnati da una feroce repressione contro i patrioti, comandata dai famigerati Placido Benedetto di Savoia, conte di Moriana e da suo fratello, il vice re di Sardegna Carlo Felice, entrambi fratelli del re di Sardegna Carlo Emanuele IV. Con una taglia sulla testa di 1000 scudi, il nostro Cilocco era ricercatissimo e braccato ovunque. Nel giugno del 1802, quindi, tenta il tutto per tutto per costituire la repubblica indipendente di Sardegna, ed ottenere la tanto agognata libertà. Insieme al Patriota Francesco Sanna Corda e a tanti altri sbarcati dalla Corsica, armi in pugno, occuparono le torri di guardia di Vignola e Longosardo. Ma, traditi dal bandito gallurese Mamia, il quale si sarebbe dovuto unire a loro con la sua banda, si concluse tragicamente il disegno politico di quei patrioti. Il giorno 19 il fratello Sanna Corda fu il primo a cadere crivellato dal piombo savoiardo, dopo essersi «battuto come un leone» andando incontro al nemico. Cilocco fu catturato il 25 luglio. Per coloro che non morivano sul campo di battaglia, era riservata la tortura e la condanna a morte. Dopo essere stato lasciato per giorni legato ad un albero, senz’acqua né cibo, fu portato a dorso di un asino nella città di Tempio per essere schernito e fustigato. E sarà così per tutti quei paesi che dovette attraversare per essere condotto a Sassari per il processo. In questa città, (nella quale persiste la massima «La fini di keko», la fine di Francesco, Francesco Cilocco, che richiama alla drammaticità dell’evento ed utilizzata per indicare un fatto tragico subito da qualcuno), entrò a dorso di un asino il 9 agosto 1802. Tra la derisione e il dileggio della gente che si apriva a corridoio al suo passaggio e con il boia che affondava la frusta su di lui, iniziava il vero martirio di questo eroe. Il tribunale, il medesimo che mandò al patibolo altri Patrioti, gli inflisse la condanna a morte, previa tortura della corda, delle tenaglie infuocate e la fustigazione. L’annientamento della persona e ciò che personificava Francesco Cilocco fu fissato per il 30 agosto dello stesso anno in «Carra manna», l’attuale Piazza Tola. La tortura della «corda», chiamata anche «pendolo» o «urlo», consisteva nel legare i polsi dietro la schiena del prigioniero, il quale sempre per i polsi veniva issato con una corda passante su una carrucola e, tenuto penzoloni, si lasciava precipitare ad un palmo dal pavimento, quando il giudice l’ordinava. Lo strappone poteva spezzare le ossa e, talora, far scoppiare il ventre. Le « Pinze infuocate » erano usate, invece, per strappare capezzoli, unghie e brandelli di carne. Queste erano le condanne per Francesco Cilocco, ma non solo questo: la fustigazione avvenne «a doppia suola intessuta di piombo». Questo supplizio gli fu inferto con così zelo che dalle spalle e dalla schiena gli aguzzini riuscivano a strappargli la pelle a «lische sanguinanti». Sollevato sul patibolo semi vivo, fu impiccato e, da morto, decapitato. Il suo corpo fu bruciato e le ceneri sparse al vento. Ma la malvagità savoiarda, non sazia, sancì, in tributo alla causa antisarda, che la testa del Patriota sardo fosse rinchiusa dentro una gabbia di ferro ed esposta, a scopo intimidatorio, all’ingresso di «Postha Noba », mentre nelle altre « Porte » della città i lembi della sua carne completavano l’orrore. Il macabro monito rimase esposto per giorni e giorni. Francesco Cilocco durante la tortura non emise un grido di dolore e con stoica dignità « impiegò quel poco di vita che gli restava per morire con animo forte ». Francesco Cilocco aveva 33 anni. Questo grande Patriota ci ha lasciato una grande eredità spirituale. Il suo sacrificio, a 200 anni dal martirio deve essere riconosciuto come atto di profonda fedeltà verso la Sardegna e il Popolo Sardo che Lui agognava libero e sovrano.
Fabritziu Dettori
dal sito www.sotziulimbasarda.net
Per ulteriori informazioni consiglio di consultare il testo " La rivoluzione sulle bocche. Francesco Cilocco e Francesco Sanna Corda «Giacobini» in Gallura (1802)" di Manlio Brigaglia e Luciano Carta , Edizioni della Torre 2003 .
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giovedì, 7 gennaio, 2010, 22:28
Sono sincero,non conosco su Tzentru de Attividade IRS,ma come sono curioso e mi piace vedere le cose oltre la punta del naso,sono andato nel sito IRS e ho letto qualche linea.Mi interessa sapere se IRS esiste a livello scanese o a livello nazionale(Sardegna)Perché al limite potete fare il giro della Sardegna e ribattezzare la Carlo Felice,e a Carloforte ,cittadina creata dai Savoia,ecc..... Posso capire che su sardu no immentriga nuda,ma qui state parlando del 1800 e qualcosa.I Savoia sono spariti dalla circolazione,e come qualsiasi dominazione hanno fatto del male ma anche del bene(sorgente d'informazione IL SARDO.IT).I romani hanno invaso l'Europa,hanno ucciso ma hanno cosruito i ponti, strade .......Cancellare la storia non serve a niente,scrivetene una migliore,saro il primo ad aiutarvi.Per rispondere a Frantziscu,si intitola una via a un'avvenimento,un personaggio,per ricordare qualcosa.A molti di voi da la pelle d'oca leggere le vie dedicate ai Savoia,a me mi ricorda una pagina della storia bella o brutta che sia,sempere istoria este.La mia risposta ti puo sembrare semplice,ma allo stesso tempo discreditate la vecchia amministazione comunale che ha voluto battezzare le vie con i nomi dei Savoia.I catalani o gli aragonesi non sono venuti in Sardegna per passeggiare,anche loro hanno fatto del male ai sardi,i cartelli delle vie sono scritte in catalano semplicemente per ricordare un pezzo della storia della citta di Alghero,la lingua é un'eredità del periodo della dominazione.Nei link amici del sito IRS ci sono molti siti sull'indipendenza catalana,capisco la tua reazione:non offendiamo i catalani.Rispondo a Antonio.Anche se non metto il mio nome in italiano,Nenaldu non é un pseudo o paralumene,Vuol dire Leonardo di cognome Arca,abitante qualche anno fa in via Carlo Alberto vicino a Carrela e Funtana.Partecipo col viso molto scoperto anche se tramite internet,se Tore l'amministratore mi autorizza la prossima volta ti mando la mia foto.Sono contro gli estremismi,la vostra problematica ne fa parte, e non servira anche culturalmente parlando,per come dite voi,a risolverla.Saludos a tottus.Nenaldu
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giovedì, 7 gennaio, 2010, 21:11
ahah
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giovedì, 7 gennaio, 2010, 19:55
Favorevole all'iniziativa (calincunu chi ponzet sa frimma mia, po piaghere), in quanto quello dei savoia e' un marchio disonorevole per le strade di qualsiasi paese d'Italia, non solo di Sardegna, e se proprio qualcuno si vuole premurare di rispolverare la storia d'Italia che si preoccupi pure di quantificare i danni che hanno fatto e i beni che hanno rubato, cosi' giusto per ricordare alle generazioni future e (quelle vecchie che l'hanno dimenticato) che i problemi in Italia li hanno creati proprio i Savoia.Propongo inoltre, una volta rinominate le vie, di esporre sotto il cartello di ingresso "Iscanu" un cartello con la scritta "COMUNE DESAVOIZZATO".
Saludos,
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giovedì, 7 gennaio, 2010, 16:57
Salve a tutti!Volevo dire innanzitutto che la raccolta firme va a gonfie vele, dopo due settimane sono già 200! Poi vorrei intervenire su quanto detto in alcuni commenti, per prima cosa sulla classica frase "ci sono problemi più importanti!","sono ben'altri i problemi!",questo lo sappiamo tutti ma non vedo come possa centrare nel discorso, non è neanche una critica, qua si parla di una cosa poi ogni problema ha una storia a se, ovvio che ci siano cose più importanti ma che si fà? una raccolta firme per dare lavoro ai disoccupati?o per risolvere i problemi del fisco? addirittura ci sono cose ancora più importanti come la fame nel mondo e la pace, si fa una raccolta firme?? non mi sembra il caso...quindi per quanto riguarda questo mi sembra di essere stato abbastanza chiaro, gli altri problemi ci sono e come ma non si risolvono con una raccolta firme, questa è un iniziativa mirata alla realizzazione di un obbiettivo tramite la raccolta dei consensi, un atto di partecipazione dei privati all'azione pubblica ecco cos'è.
Ricordo inoltre che la sostituzione di queste vie con personaggi illustri della storia sarda e scanese non è assolutamente folklore o "talebanismo" ma una presa di coscienza, un modo per ricordare personaggi che ci fanno onore e che altrimenti cadrebbero nell'oblio più totale come già sta accadendo! la maggior parte della gente non sa nemmeno chi sia Salvatore Pala!
La storia dei savoia non si cancella cambiando le vie invece, ci ricordiamo chi sono e come ci hanno trattato anche se non passiamo in piazza umberto o no??
Vorrei pure dire un'ultima cosa, questa non è un'azione politica ma culturale, il simbolo dell'iRS si riferisce al gruppo che porta avanti l'iniziativa tutto qui, se l'avesse promossa qualsiasi altro partito politico io sarei stato comunque il primo a firmare, spero di aver chiarito anche questo punto.
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giovedì, 7 gennaio, 2010, 16:20
Ma cosa devo leggere...aiò!!!Allora, domande:
1)La battaglia per la "storia dei cartelli di Scano" è stata giusta o no?
2)Cosa c'entrano Alghero e gli algheresi? Ogniuno ha la sua identità e tutte meritano rispetto. Qua stiamo parlando di Scano e degli scanesi.
3)Cosa c'entrano le torri spagnole, i bunker tedeschi e i nuraghi (sui quali, hai ragione, stai proprio viaggiando di fantasia!)? Per favore, non cerchiamo di spostare il discorso con artifici dialettici da quattro soldi.
4)"Ci sono cose più importanti"? Questo si chiama BENALTRISMO! Cioè affermi una cosa in sè giusta e su cui non si può che essere d'accordo, ma in pratica un atteggiamento come questo porta sempre e solo al mantenimento dello status quo. Nel senso che si resta immobili perchè non si risolvono i problemi minori nell'attesa di risolvere i problemi maggiori (come se la risoluzione degli uni pregiudicasse quella degli altri!). E questi sono spesso impossibili da risolvere direttamente, specie da parte di chi non è amministratore e non ha nessun potere (e anche nessun dovere in tal senso). A proposito, ti ricordo che questa iniziativa è stata promossa da un gruppo di semplici cittadini. Se per te i problemi sono altri, perchè non fai sentire la tua voce nelle sedi opportune? O perchè non agisci tu, direttamente, con delle inizitive riguardanti le questioni "più importanti"? Magari possiamo promuovere una petizione contro la fame e per la pace nel mondo! In realtà, nell'affrontare certe questioni (che, come quella identitaria, sono politiche), bisogna adottare un approccio multidimensionale (attaccando il problema nelle sue diverse dimensioni) e multilivello (agendo su più livelli, nella società civile, nelle associazioni, nelle istituzioni, ecc). Inoltre bisogna elaborare delle azioni tenendo conto di differenti intervalli temporali (alcune cose sono fattibili solo in un'ottica di lungo periodo, altre si possono fare già da subito, nel breve periodo, con i mezzi di cui si dispone). La questione come vedi è comlessa. Ma in questo caso si tratta di una semplice manifestazione di volontà: se sei d'accordo con quanto proposto firmi; se invece vuoi che le vie di Scano continuino ad essere intitolate ai personaggi di casa Savoia, non firmi. In ogni caso, per i limiti dell'attuale democrazia e degli strumenti a disposizione dei cittadini, ulteriori motivazioni personali (ad es. "i problemi son ben altri") non risulteranno IN NESSUN MODO dalla petizione.
Un'altra cosa. Come ho già detto, non si vuole cancellare la storia, ma solo che questa sia conosciuta per ciò che è stata realmente. Qua non si discute dell'esistenza dei marziani: documenti alla mano, si può facilmente dimostrare che questi personaggi sono stati tutt'altro che dei benefattori per la nostra terra. Ed è questo il punto: in tutto il mondo le vie e le piazze portano i nomi dei grandi, dei benefattori. Abbiamo forse delle vie intitolate a Mussolini? In Romania intitolano per caso le vie a Ceausescu? Troviamo in Germania una "Adolf Hitler Straße"? Credo proprio di no. Non avrebbe senso. E dire che recentemente in Italia è scoppiata una polemica sull'intitolazione di alcune vie a Bettino Craxi. Ben altri sono i danni che la Sardegna ha subito dalla dominazione Savoia, da tutti i punti di vista!
I personaggi negativi della nostra storia (della Sardegna) vanno dunque ricordati? Si, ma certamente IN UN ALTRO MODO!
La verità è che tutte queste intitolazioni ai Savoia ce le abbimo a prescindere dal fatto che essi ci abbiano fatto del bene o del male. Sono semplicemente un segno del dominio. Oggi ce le abbiamo solo perchè siamo in Italia, e la Repubblica italiana è una continuazione del Regno d'Italia, e questo è a sua volta una continuazione del Regno di Sardegna (che non si chiama così in quanto sardo, anzi, tutt'altro!). Se non è così, come mai non si vedono vie dedicate ai sovrani spagnoli, che hanno preceduto i Savoia nel dominio della Sardegna? SVEGLIAAAAA!!!
Comunque non c'è niente di male nel rivedere certe parti della storia, sopratutto se finora la si è conosciuta dagli "obiettivissimi" libri scolastici, dove i sardi praticamente non esistono (e ci credo, perchè se i sardi conoscessero davvero il loro passato invece di essere gli alienati che sono oggi, molte cose potrebbero cambiare anche nel presente e nel futuro). E' ora di fare chiarezza e di riappropriarci della nostra vera storia!
La questione non va comunque affrontata lasciandosi prendere dalla rabbia e dal rancore, neanche verso i Savoia. Loro hanno fatto semplicemente quello che fanno tutti i dominatori. Infatti anche in questo caso (ieri come oggi) IL VERO PROBLEMA NON SONO I PADRONI, SONO I SERVI!
P.S. Se vogliamo dirla tutta, il discorso sul malgoverno dei Savoia potrebbe essere ampliato, con le dovute distinzioni, anche all'Italia meridionale. Si veda a proposito il libro di Antonio Ciano: I Savoia e il massacro del sud, Grandmelò, Roma,1996; oppure, dello stesso autore, il libro del 2006 "Le stragi e gli eccidi dei Savoia - esecutori e mandanti" (del quale per ora non so indicare l'editore), tanto per fare un esempio.
P.P.S. No Antò, non sono uno studioso nè un esperto di storia. Certe informazioni sono alla portata di tutti (ma forse non tutti le vogliono conoscere).
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mercoledì, 6 gennaio, 2010, 19:36
Noi non vogliamo rifare la storia!!! La questione di Alghero non c' entra niente... Il problema della posta l' ha già spiegato bene Antonio Dettori. Sarebbe impossibile dimenticare la storia dei Savoia perchè l' abbiamo studiata a scuola tutti quanti e ci sono tantissimi libri dunque sarebbe impossibile da dimenticare!! Invece è stata dimenticata la storia di Scano, la nostra storia, vogliamo ricordare questi scanesi illustri intitolandogli le vie prima dedicate ai Savoia, Savoia che tanto male hanno fatto alla Sardegna e a Scano. Non c' è un quorum da raggiungere: quando sarà opportuno verrà terminata la raccolta delle firme e verrà fatta una domanda all' amministrazione comunale con l' elenco delle firme e secondo la prassi amministrativa. I personaggi descritti nel volantino sono tutti dei religiosi perchè a quell' epoca (1600-1700-1800) per chi non aveva i mezzi economici e voleva studiare l' unica possibilità era quella di entrare in seminario e ricevere lì la formazione (questa è un' ipotesi che però ritengo attendibile...)...poi naturalmente ci sono problemi più importanti!!!!!!!! Ma a noi ora interessa questo!!!
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mercoledì, 6 gennaio, 2010, 15:52
Curioso che tra quattro persone che hanno commentato soltanto una ha avuto il coraggio, anzi, si è presa la responsabilità di firmarsi con nome e cognome, forse perchè potrebbe parlarne apertamente e a visto scoperto, avendo dati alla mano e inoltre:- non parla di sriscrivere la storia
- la studia e la analizza dai vari punti di vista
- ne trae conclusioni non affrettate
- è disposta a spiegare a chi non ce le ha chiare, le ragioni e le modalità.
Comunque, essendo stato tra i mpromotori di questa iniziativa, pur non condividendo a pieno la linea poilitica, non credo che un'iniziativa simile possa causare danni ad alcuno, savoia compresi, piuttosto, gioverebbe alla formazione culturale di chi abita a Scano, identificando meglio un luogo e una comunità; e inoltre, dichiarazioni sostanziose o meno di chi partecipa ai forum, le firme raccolte potranno testimoniare quante persone siano d'accordo o meno (tra le persone che hanno avuto accesso ai fogli).
A chi ha paura che il postino potrebbe sbagliare non recapitandogli la posta, visto che non c'è più la via, si comunica che se mai si attuerà l'iniziativa, verrà segnato sotto , tra parentesi e preceduta da un "già", il Vecchio nome della via.
Poi ad Alghero parlano il Catalano e di questo se ne può di scutere con i catalani e gli algheresi non con gli scanesi. E le torri aragonesi cosa c'entrano con i nomi delle vie?
W la libertà di stampa e di iniziativa (qualcuna sensata, qualcuna di meno, dipende dai punti di vista)
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martedì, 5 gennaio, 2010, 22:37
La storia dei cartelli di Scano .Dopo il cartello de Iscanu , adesso vogliono cambiare quello delle vie.Dal momento che ci siete , andate a cambiare i cartelli delle vie di Alghero perché sono scritte in catalano , e dite agli algheresi di parlare il sardo .Sulle coste della Sardegna bisogna abbattere le torri saracene o spagnole .Scendendo a Bosa mettete una bomba ai bunker dei tedeschi e per finire buttate giu i nuraghi perché sono stati costruiti , puo darsi) da un popolo invasore(pura fantasia personale).Vi state sbagliando di battaglia , ci sono cose piu importanti da risolvere e dire di essere sardi e fieri della propria Nazione . Do ragione ad Anna , non potete rifare la storia .Per i Savoia , non hanno piu il potere , e dicono solo stronzate .Vi saluto con simpatia .Unu sardu fieru de esse Sardu , Nenaldu .
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lunedì, 4 gennaio, 2010, 19:23
E' vero che i Savoia sono inqualificabili. E' vero che non meritano alcuna intitolazione. Ma ritengo poco utile sostituire il nome alle vie: anche perchè creerebbe casini a chi vi abita ( e non solo; vabbè che di cartelli non ve ne sono...). Non voglio poi pensare a cosa succederebbe se in futuro saremmo amministrati da nuovi monarchici (non si sa mai; al peggio non vi è limite). Intitoliamo però nuove vie a nostri illustri antenati, a toponimi esistenti: questo è giusto. Ma lasciamo quello che è come è: in nome del nuovo si sono fatti molti errori. Meglio ricordare anche ai posteri che vi sono state persone discutibili che un giorno osannavamo. Qualcuno disse di buttare giù i monumenti, ma lasciare i piedistalli: non si sa mai. Una curiosità: perchè gli illustri scanesi descritti sono tutti dei religiosi? Non ne abbiamo avuti altri, o non riusciamo a scuoterci veramente dalla vecchia cultura?
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lunedì, 4 gennaio, 2010, 17:22
Anna, un consiglio, senza presunzione: vai a leggerti la storia di cui parli, la storia della Sardegna. Vedrai quanto negativa sia stata la dominazione dei Savoia per la nostra terra (e anche per il nostro paese).Inoltre ci tengo a specificare che nessuno vuole dimenticare questa parte della storia sarda. Anzi, riteniamo che i tempi siano maturi per un'analisi onesta di quel periodo storico, senza gli accenti retorici e nazionalistici "da sussidiario" a cui siamo purtroppo abituati.
Leggiamola questa nostra storia, dal 1720 alle guerre mondiali. Ci renderemo conto di quanto sia insensato per noi dedicare le nostre vie e le nostre piazze a questi personaggi che non sono stati altro che degli aguzzini e dei razziatori del popolo sardo.
Se poi, pur conoscendo questa storia, uno continua a volere che le nosre vie e le nostre piazze siano dedicate a tali pesonaggi, annaspando in un mare di non-senso...allora ti domando: chi è a comportarsi come un talebano?
Tra l'altro, proprio Scano, nel corso della sua storia ha sempre manifestato una forte ripugnanza verso la servilità e un atteggiamento ostile verso i dominatori di turno, Savoia compresi (ad es. furono gli scanesi a proteggere e mettere in salvo Giovanni Maria Angioy dopo il fallimento della rivolta antifeudale finalizzata a creare uno stato sardo, nonostante i rischi e la taglia che pendeva sul capo dell'Angioy).
Dunque, anche dal punto di vista del carattere della popolazione scanese, questa iniziativa è perfettamente in linea con la nostra storia paesana.
Quindi avanti così, avanti Iscanu...INDIETRO SAVOIA!
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lunedì, 4 gennaio, 2010, 15:40
Non sono d'accordo con quanto proponete, la storia è Storia....fa partedel nostro passato e ci aiuta a ricordare, cancellare le scritte non
serve a nulla, ci fa assomigliare ai talebani. Sono convinta che IRS
avrebbe più adesioni senza questi estremismi.
Anna
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